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21
Mar

Laboratorio di scrittura creativa

Scritto da Administrator on 21 Marzo 2008.

WriteART a cura di Steccherino
uno studio sulle tecniche di scrittura di poesie e canzoni con riferimenti bibliografici,, biografici e un glossario;
una riflessione sulla tematica "poesia e canzone" che susciti l'incontro vs scontro tra artisti che desiderano comporre testi, scrivere canzoni

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA  
a cura di Steccherino
http://www.steccherino.it/ 
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1.

Incipit.
Definirlo un «laboratorio di scrittura creativa» mi fa “stortare un poco il naso”.
Inizio di un percorso, di un dibattito? Molto meglio.
Incipit di una riflessione a confine tra teoria e pratica.
Incipit di un’ipotesi di commistione tra generi artistici e letterari.
Sarà una questione esclusivamente di punti di vista? Forse.
Saranno domande puramente retoriche quelle che vi pongo? Non credo.

Esercizio (a)
Prova dunque a rispondere a questi tre quesiti:

  1. Che cos’è la «poesia»?
  2. A che cosa serve la «poesia»?
  3. Che cosa significa «essere poeta»?

 

Esercizio (b)
Osserva le fotografie qui sotto riportate e racconta a che cosa ti fanno pensare:

  1. Cantico di Frate sole o delle Creature, San Francesco d’Assisi (1182-1226).

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
il celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infermitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.


[Altissimo, onnipotente, buon Signore, | tue sono le lodi, la gloria e l'onore e ogni benedizione. | A te solo, Altissimo, si confanno | e nessun uomo è degno di ricordarti. || Laudato sii, mio Signore, con tutte le tue creature, | specialmente messèr fratello sole, | il quale diffonde la luce del sole, e tu ci illumini per mezzo suo, | e lui è bello, raggiante con gran splendore; | di te, Altissimo, reca il significato. || Lodato sii, mio Signore, per sorella luna e le stelle; | le hai formate in cielo chiare e preziose e belle. || Lodato sii, mio Signore, per fratello vento, | e per ogni movimento del vento, per il nuvolo, il sereno e ogni tempo | per il quale alle tue creature dà i sostegno. || Lodato sii, mio Signore, per sorella acqua, | che è molto utile, umile, preziosa e casta. || Lodato sii, mio Signore, per fratello fuoco, | per il quale illumini la notte, | ed egli è bello, giocoso, robusto e forte. || Lodato sii, mio Signore, per sorella nostra madre terra, | la quale ci sostenta e governa, | e produce diversi frutti, con fiori colorati e erba. || Lodato sii, mio Signore, per quelli che perdonano grazie al tuo amore, | e sostengono malattie e guai. | Beati quelli che sopporterranno in pace, | che da te, Altissimo, saranno ricompensati. || Lodato sii, mio Signore, per nostra sorella morte corporale, | dalla quale nessun uomo che viva può scappare. | Guai a quelli che morranno in peccato mortale; | beati quelli che troverà nelle tue santissime volontà; | che la seconda morte non gli farà male. || Lodate e bedicete il mio Signore e ringraziate, | e servitelo con grande umiltà. Amen]

  1. George, Lord Byron (1788-1824).

  1. Antico, sono ubriacato dalla voce, Eugenio Montale (1896-1981).

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non piú degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi cosí d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

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