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26
Nov

NADINE KHOURI

Scritto da Giacomo Manfredi on 26 Novembre 2010.

Intervista a Nadine Khouri
Londra 16 Agosto 2010 Intervista fatta da Giacomo Manfredi

Londra 16-08-10

Finalmente Londra ci regala una bella giornata.
Il sole splende ed Oxford Street è più viva che mai.
Oggi incontrerò Nadine Khouri, una splendida e talentuosa musicista libanese che mi ha rapito con suo ep A Song To The City.
Ci troviamo alla stazione metro e mi fa subito una bellissima impressione.
Educata e molto simpatica, scegliamo un bar ed iniziamo l’intervista.

 

Giacomo: Nadine, dimmi ciò che vuoi su di te e sulla tua band.

Nadine: Ok..mi sono trasferita a Londra 3 anni fa e da allora ho iniziato a cercare i giusti musicisti per formare il mio “dream team”.
Ho trovato Ruban (Byrne) un meraviglioso chitarrista poi Thomas (S.Spencer) al basso e Al (Richardson) alla batteria
E’ molto eccitante per me poichè non avevo mai avuto una band fissa, non avevo neppure una situazione abitativa stabile..ma ora è davvero molto cool.

G.:Ti sei trasferita 3 anni fa hai detto, dove vivevi prima?

N.: Ho vissuto a New York per molto tempo e poi ho sentito la necessità di spostarmi.
Nell’ultimo ep (A Song To The City, splendido, davvero splendido.) non avevo ancora una situazione fissa per quanto riguardava la band.
Mandavo il materiale al mio amico Josh a NY tramite internet, ognuno ha fatto la sua parte da casa ed è stato difficile fargli avere un sound omogeneo, da album vero e proprio.
Il prossimo ep che uscirà presto sarà l’opposto rispetto al precedente, lo vorrei fare live con la band in presa diretta..primo take e via.

G.: Che differenze hai trovato tra a New York e Londra?

N.: NY è molto più caotica, è una città nervosa.
Londra è molto più rilassata rispetto a NY.
Mi trasferii a New York nel periodo dell’11 settembre, l’impatto non è stato dei migliori.
Non avevo nè telefono né televisione..fu molto strano.
Ma la musica a New York è viva, incontri musicisti che vengono da ogni parte del mondo.
Imparai molto.

G.: Sei una giramondo!
Sei nata a Beirut..quando c’è di Beirut nella tua musica?

N.: La musica che facciamo non ha un’estrazione araba, a parte per alcuni strumenti orientali che sono stati usati per gli arrangiamenti dell’ultimo ep.
Credo che si possa sentire a volte nei testi.
Prendo ispirazione dai ricordi, dagli odori di quei posti.
Non parlo di Beirut, ma di certo parlo delle emozioni che l’esser lontana dalla mia terra mi ispira.
Esser in cerca di qualcosa che non hai..la tua terra, il tuo amore.

G.: E’ vero, lo si sente nei tuoi testi..che significa esser una musicista qui a Londra.
Perchè in Italia se dici di essere un musicista il 99% delle volte la domanda successiva è: “ok, ma cosa fai davvero di lavoro?”

N.: E’ una cosa che puoi riscontrare anche in medio-oriente.
Ci sono molte opportunità se ci dai dentro sul serio, ma è anche difficile viver di sola musica.
Ma è davvero molto stimolante, ci sono moltissime persone in gamba da cui potere imparare un sacco di cose.

G.: Come hai trovato i tuoi musicisti?

N.: Andando ai concerti, conoscendo persone ed ascoltando tanta musica.
Mi ricordo la prima volta che ho visto Ruban sul palco, ho detto”wow, voglio quel chitarrista!”, gli proposi di suonar con me così ed iniziammo la nostra collaborazione.
E’ una questione di fortuna ma non solo, anche di essere nei posti e nel giro giusti e di aver pazienza.

G.: Vorrei sapere qualcosa a proposito dei tuoi studi sulla voce.

N.: So che è pessimo ma non ho mai studiato canto!
Vorrei averlo fatto ma non ho mai studiato!
Ma il mio è più un linguaggio che parlo ma del quale non conosco cose tecniche, lascio che il suono mi trasporti.

G.: E’ una cosa che si può percepire, il tuo canto è molto passionale, istintivo.

N.: Esatto, istintivo è la parola esatta.
Il mio apprendimento è stato più per ascolto piuttosto che per studio.
E così anche per la chitarra, ho sempre seguito il mio istinto.
Ho seguito un paio di lezioni ma forse non ho mai trovato insegnanti abbastanza appassionati che mi trasmettessero qualcosa.
Non ho mai avuto un mentore, ma mi sarebbe piaciuto averlo.
Anche la lingua libanese è così, è molto orale, non ci sono moltissime regole scritte.
Mi spiace, questa dev’essere la peggior risposta che tu abbia mai ricevuto!(ride)

G.: No no! Non ti preoccupare, è stata una splendida risposta.
Ci puoi parlare del tuo ultimo ep?

N.: Ci sono molti stili in questo ep ed ero preoccupata che fosse troppo dispersivo.
Ma credo ci sia comunque un filo conduttore all’interno.
Si può percepire un’energia, molte persone hanno contribuito nella lavorazione dell’ep e ognuno di essi ha lasciato qualcosa.
I temi sono riccorrenti, il senso di smarrimento, di nostalgia e il soffrir per amore che sempre mi accompagna..(ride)

G.: Soffrire per amore ci da molta ispirazione!(ridendo)
Quindi i testi sono una sorta di biografia?

N.: Si e no.
Prendo ispirazione da quello che capita nella mia vita, ma spero non diventi una sorta di terapia del dolore..(ridendo)

G.: In A Song To The City di che città parli?

N.: Dovrebbe essere Beirut, ma di fatto potrebbe essere qualsiasi luogo.
La città è usata come metafora per le persone e viceversa, sono intercambiabili.

G.: I tuoi testi sono davvero molto belli, complimenti.
Chi sono i musicisti che più ti hanno ispirata nel corso degli anni?

N.: Amo la musica, ascolto davvero di tutto, non sono mai stata fissata su un unico genere.
Hanno avuto una grande influenza su di me Lhasa de Sena, PJ Harvey, Radiohead, Sparkle Horse, Sigur Ros, i Low hanno avuto una grandissima influenza su di me, anche i Dirty Three, Nina Simone, Joni Mitchell e Tom Waits
L’unica musica con la quale non riesco a rapportarmi è l’heavy metal.
Non so come mai, ma proprio non mi arriva

G.:  Conosci qualche musicista italiano.

N.: Oh sì, ce n’è uno che mi piace ma non so pronunciare il nome..mi pare si tipo Vincenzo qualcosa o Vinicio..

G.: Vinicio Capossela.

N.: Sì lui!Mi piace davvero molto.
Anche Paolo Conte è fantastico.
Non conosco molto la musica italiana, ad una mia amica piace Laura Pausini, ma proprio non riesco ad ascoltarla.
Non dirglielo mi raccomando! (ridendo)

G.: Ti manderò i suoi avvocati! (ridendo)
Che chitarra usi attualmente?

N.: Ho una Telecaster, ed una acustica Gibson J100.
Suono anche il banjo e l’ukulele.
Amo molto i pedali Electro Harmonics.
Il mio chitarrista è un maestro dei pedali, ha una pedaliera infinita e riesce a tirarne fuori suoni meravigliosi, è davvero grande.

Avrei voluto chiederle molte altre cose, ma la mia concentrazione dopo un pò si è persa nei suoi splendidi occhi.
Dopo la nostra intervista abbiam fatto un piacevole giro in Berlin Street, la via dei negozi di musica di Londra e ci siamo dati l’arrivederci a Milano per un suo live set.
Sentiremo parlare ancora di Nadine Khouri..quindi..alla prossima.

http://www.youtube.com/watch?v=8ErwAq8gG-4

 

http://www.nadinekhouri.net/
www.myspace.com/nadinekhouri

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