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20
Lug

Thrice - Beggars

ROCKART - puntata 1
scritto da Giacomo Manfredi
Thrice - "Beggars"

I Thrice non sono un gruppo semplice.
Sono stati definiti post-rock, post-punk, emo-core.
Ma la realtà dei fatti è che non sono classificabili.
Sono come un quadro di Dalì, ne vieni colpito ma non cogli mai il suo pieno significato, ogni volta ti comunica qualcosa di diverso.
In questo album troviamo spunti blues, sonorità country e perfino venature soul.
Questi sono i Thrice, una band che di volta in volta riesce a rinnovarsi mantenendo un standard compositivo sempre prossimo all'eccellenza.
Non fa eccezione il loro ultimo lavoro, Beggars, uscito nel 2009 per Vagrant Records.
L'inizio è ipnotico ed incalzante.
All The World Is Mad ti entra dentro e brucia come il sound "marcio" delle chitarre di Teppei Teranishi e di Dustin Kensrue, il testo è duro e preoccupantemente attuale.(we can't legislate peace in our heart).
The Weight è stlisticamente simile al primo, con linee vocali splendide in cui il cantante Dustin Kensrue mostra i muscoli e dimostra allo stesso tempo una intensità ed una consapevolezza dei propri mezzi non comune, maturata di certo grazie alla sua ottima carriera solista.
Circles e Doublespeak evidenziano la grande influenza che i Radiohead hanno avuto sui quattro di Orange County, subentrano pianoforte ed inserti di elettronica che mai avremmo trovato nei primi Thrice, il finale di Circles e la parte centrale di Doublespeak rendono l'ascolto molto intenso.
In Exile è certamente il brano più immediato, ma non per questo banale, anzi.
Si viene subito catturati, fin dalle prime note, la sua grandezza sta proprio nell'essere essenziale, sincera, così come il testo che lascia forti spazi riflessivi. (There's no point in putting roots too deep when I'm moving on.)
Con At The Last il ritmo cresce, diventa serrato ed appare evidente la nuova propensione di Teranishi per il sound Vox.
Wood And Wire risulta molto più introspettiva ed in perfetta sintonia emotiva con le splendide parole evocate dalla voce malinconica di Kensrue.
Talking Through Glass è una botta.
L'ingresso di chitarre, basso e voce sulla batteria di Riley Breckenridge non lascia scampo.
Ci sono tutti i Thrice.
Rabbia, malinconia, capacità compositiva, melodia, emotività.
Epico.
L'ottima ed emozionante The Great Exchange prepara al meglio il terreno per la titletrack Beggars.
Ogni canzone di questo album ha un preciso significato, una precisa struttura, una propria personalità, una propria domanda aperta.
Beggars è il culmine di tutto ciò.

Can you hear what's been said, can you see now that everything's grace, after all.

If there's one thing I know, in this life we are beggars all.

 

http://www.youtube.com/watch?v=v-CiSVxCWzw&feature=related

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