Tra la musica e le parole
![]() | Tra la musica e le parole acquista la tesi su Fabrizio De Andrè Si susseguono a ritmi spesso insostenibili le nostre giornate, costringendoci a corse estenuanti contro il tempo tiranno. Per noi, per il nostro benessere interiore, restano rimasugli di tempo, sempre insufficienti, e di questi avanzi ritrovati a fatica disponiamo il più delle volte in modo poco fruttuoso. Anziché rilassarci, rientrare in noi stessi, ritrovare quel briciolo di serenità con cui affrontare la vita, ci stanchiamo in altre attività o ci addormentiamo davanti a programmi noiosi e superficiali. Diventa difficile riflettere; la musica stessa è un sottofondo sonoro su cui si appisolano i nostri pensieri, una sorta di tappeto su cui scivolano le poche parole che ci scambiamo. |
E la parola? Sono cresciuto con le canzoni di uno di loro, scomparso qualche anno fa: Fabrizio De Andrè. Di lui è stato detto molto, spesso in modo improprio e superficiale. Da molti è stato definito il “poeta degli ultimi”, la voce di chi non ha voce perché la società non gli concede un angolo dove esprimersi, dire il proprio malessere, raccontare il proprio disagio esistenziale. L’amore è coraggio, ma anche sogno, capacità creativa, riscoperta di tutto ciò che, attorno a noi, può restituirci un barlume di gioia: la meraviglia dinanzi allo spettacolo della natura, lo stupore per la bellezza della donna, il desiderio di libertà, la libertà di essere ciò che si è, senza restrizioni. Canzoni come “Bocca di Rosa”, “Via del Campo”, “Il testamento”, “Princesa” ecc ecc, sono questo: un tentativo di raccontare l’uomo ma anche la dimostrazione che la parola e la musica, nel loro incontro, possono sottrarci alla banalità, spesso da noi cercata inconsciamente, perché più facile da trovare, meno impegnativa. Sono un invito a ricercare quei “diamanti” segreti custoditi nei cuori delle persone, celati allo sguardo distratto dei più ma capaci, se scoperti, di donare ad ognuno la gioia e la speranza. Sono un impulso a vivere con pienezza la bellezza e a lottare perché nessuno, in questo terra a volte avara di emozioni, ci sottragga l’aspirazione ad un mondo umano, pienamente, appassionatamente umano | |



