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NOVITA!!!! MASCHERA & GOLA APERTA Spazio didattica Articolo scritto dal M° Antonio Juvarra |
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DEL PIEMONTE ORIENTALE ABSTRACT Relatore: Dottoressa M. Raffaella PLATA - Ostetrica | ![]() |
PAROLE CHIAVE:
- Fisiologia del parto
- Voce
INTRODUZIONE:
La voce è lo strumento più importante che ogni uomo utilizza ogni giorno per comunicare. Comunichiamo informazioni e nozioni, esprimiamo sensazioni ed emozioni, diamo sfogo alla rabbia e al dolore.
È l'espressione del sé, della personalità, dello stato emotivo, lo specchio della vita, delle esperienze positive e negative. Il parto è un momento di grandissima importanza nella vita di una donna e del suo bambino, ed è perciò importante permetterle di viverlo al meglio, libera di esprimere le proprie sensazioni e percezioni senza freni o timori e può farlo utilizzando la propria voce come mezzo di liberazione.
REALIZZAZIONE E METODOLOGIA:
Nel corso della ricerca è stato intrapreso un piccolo studio con un gruppo di gravide alle quali, con l'aiuto di un'ostetrica esperta ed un insegnante di Metodo Funzionale (tecnica che permette in ogni azione,in particolare nell'uso della voce, di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo), è stato proposto di sfruttare tutto ciò che la voce poteva dare loro nel periodo della gravidanza e in ogni fase del parto.
Si è perciò strutturato un corso pre-parto all'interno del quale, oltre alle fondamentali nozioni fornite dall'ostetrica sui “nove mesi” e sul travaglio, sono stati sviluppati e approfonditi temi riguardanti l'uso del suono attraverso la teoria, i giochi e le esperienze individuali e di coppia.
Durante gli incontri, attraverso i giochi con la voce e i suoni emessi dagli strumenti utilizzati, le gravide si accorgevano non solo delle sensazioni piacevoli provate da loro stesse, ma anche delle diverse reazioni dei loro bambini in utero.
Le vibrazioni infatti si propagano all'interno del corpo raggiungendo l'utero e vengono così percepite dal feto, che reagisce a queste con la quiete; la maggior parte dei suoni sono quelli del corpo della madre, come il battito cardiaco, l'aria che entra ed esce dai polmoni con la respirazione, ma quello che il bambino in utero di più ascolta è la voce materna, ricca di stimoli.
Ed è proprio la voce il suono che gli permetterà di riconoscere la madre dopo la nascita, in particolare alcune frequenze della voce materna.
Perciò nell'affrontare tematiche relative al dolore del parto, alla fisiologia della gravidanza e del travaglio e all'uso della voce, è stata illustrata con particolare riguardo, la grande somiglianza tra l'apparato riproduttivo e il vocale, sottolineando la fisiologia del rapporto che esiste tra questi, passando attraverso gravidanza, periodo prodromico, periodo dilatante, fase espulsiva, post-partum e puerperio.
Viene così a proporsi un nuovo metodo che, attraverso l'uso della voce, porta a vivere il travaglio non più come una fase di sottomissione al dolore: questo infatti non viene subito, ma integrato, utilizzato e sfruttato, infine espresso e manifestato, attraverso uno dei più grandi mezzi che possediamo: la voce.
Dopo il parto ogni puerpera è stata intervistata attraverso un breve colloquio ed un semplice questionario, riguardo alla propria esperienza di travaglio e parto, in modo da poter valutare l'efficacia del metodo.
RISULTATI:
Le gravide hanno iniziato ad utilizzare in modo più consapevole la propria voce, riscoprendo il proprio corpo come strumento per farla risuonare e come mezzo per comunicare con il proprio bambino.
Alcune di loro hanno affermato di essere giunte ad una più profonda conoscenza della propria persona, acquisendo una maggiore intesa ed attenzione alle sensazioni provate ed al linguaggio del corpo.
Questa nuova consapevolezza ha permesso loro di riconoscere ed accettare l'arrivo delle contrazioni in modo attivo e con un'ottica positiva, vivendo il parto come una prova da affrontare assieme al proprio bambino, ricreando quell'intesa trovata in gravidanza con l'uso della voce.
Poco tempo dopo il parto ogni madre ha descritto dettagliatamente la nascita del proprio bambino e in base ai dati raccolti, si evidenzia che tutte, indipendentemente dall'andamento del parto, l'abbiano vissuto positivamente: ognuna ha appreso il metodo e, facendolo proprio, l'ha utilizzato durante il travaglio.
La maggior parte ha associato all'uso della voce altre tecniche di autogestione del travaglio, come il movimento, l'utilizzo di diverse posizioni, la respirazione ed i massaggi.
Tutte le puerpere hanno confermato l'utilità e la necessità di utilizzare la voce in travaglio, soprattutto come valido mezzo per distogliere l'attenzione dal dolore e per gestire in modo migliore le contrazioni.
CONCLUSIONI:
Sulla base dei dati raccolti si può affermare che l'esperienza della vocalità risulti un valido metodo che permette alle gestanti di vivere in serenità e positività la triade gravidanza-parto-puerperio, perciò si può consigliare l'adozione di questa tecnica da parte del personale, in modo tale da avvicinarsi maggiormente all'utenza arricchendo inoltre il proprio bagaglio culturale.
Per permettere ad ogni ostetrica che fosse interessata di utilizzare questo metodo durante i propri corsi di accompagnamento alla nascita, è stato allegato un semplice ma dettagliato “Vademecum”, accompagnato da un pieghevole rivolto alle gravide.
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