Il Canto Gnawa

Il Canto Gnawa
Continente: Africa
Stato: Marocco - Nord Africa
La confraternita islamica degli gnawa è strettamente legata a questa componente di popolazione di origine servile, anche se le due cose non sempre coincidono (ad esempio, gli gnawa di origine nordafricana della regione di Illigh). Gli aspetti religiosi degli gnawa costituiscono uno dei tanti esempi di sincretismo tra culti animisti e religione islamica. Gli adepti alla confraternita, devoti di Abd al-Qadir al-Jilani di Baghdad (fondatore della Qadiriyya), si richiamano al personaggio di Bilal, un etiope, già schiavo, reso libero da Abu Bakr dopo averlo acquistato dal suo padrone che lo maltrattava duramente, divenuto in seguito il primo muezzin. I riti più conosciuti degli gnawa (in particolare la lila o derdeba) caratterizzati da musiche dai ritmi ipnotici, che permettono a chi vi partecipa di entrare in trance, si aprono di solito con invocazioni al Profeta, ad Abd al-Qadir al-Jilani e a Bilal, ma proseguono poi con litanie sempre meno "ortodosse" in cui ci si rivolge a numerose figure di jinn e di angeli (mlayka), probabili sostituti di entità legate a culti animisti. Benché ufficialmente malvisti e disprezzati dall'islam ufficiale, gli gnawa sono, in fondo, temuti e rispettati per questa loro capacità di entrare in contatto con forze soprannaturali, e non di rado si fa ricorso a loro anche da parte di famiglie borghesi cittadine di Fez o Marrakesh, vuoi a scopo terapeutico, vuoi semplicemente a scopo beneaugurante, per esempio durante feste religiose come il Mawlid (festa della nascita del Profeta).
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Un interessante documentario Gnaouas, le cri des chaînes


