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30
Mag

Metodo Wilfart-Pneumafonia. Una nuova pedagogia della Voce

 

 

Serge Wilfart (primo premio di canto e arte lirica el Real Conservatorio di Bruxelles, per 13 anni cantante professionista, professore di canto e vocalità, titolare della cattedra di canto al Conservatorio di Roubaix per 24 anni), dopo approfondite ricerche sul respiro e la voce ha sviluppato un metodo originale e innovativo che mette in pratica da oltre 30 anni.

"Il mio modo di lavorare con la voce è totalmente differente dalla pratica tradizionale. Normalmente in un corso di canto vengono accettati gli allievi "dotati" di una voce. Ora, anche quelli "non dotati" possono parlare, dunque anch'essi hanno una voce, anch'essi respirano. Avremmo dunque due voci diverse, una per parlare e l'altra per cantare?

Potete pensare alla potenza vocale di un neonato nella sua culla? Che cosa è rimasto di essa nell'adulto? Nessuno arriva all'età adulta con la sua vera personalità vocale. Secondo i miei studi tutto si determina nei primi tre mesi di vita, quando il neonato vive le sue prime crisi da ansia. Quando mio figlio, a quell'età piangeva o gridava, lo prendevo in braccio e potevo sentire che tutta la sua energia andava a bloccarsi nella parte alta del suo corpo. Gli accarezzavo la schiena e canticchiavo, la massa energetica ridiscendeva e il piccolo si calmava. Il modo in cui il neonato vive le sue prime crisi di ansia mette in moto il mentale, e il piccolo d'uomo si costruisce a contrario. La massa energetica che si blocca nella parte alta del corpo influisce sulla voce e sull'autenticità della respirazione. Non ho mai incontrato nessuno che respirasse veramente bene!

Nei corsi di canto tradizionali la persona emette dei suoni in funzione del suo riflesso pneumofonico. Se esso non è buono la diagnosi è inappellabile: la persona "non ha una voce", essa non potrà cantare. Al contrario per me ogni essere umano ha una voce grande e bella! E ogni essere umano può cantare intonato!

In che cosa consiste il mio lavoro? Nel far "basculare" quella massa energetica bloccata nella parte alta del corpo e farla ridiscendere verso il centro dell'essere. Io mi servo della voce per "leggere" chi mi sta davanti, per "capovolgerlo". Quando questa massa energetica è sbloccata, essa continua a scendere per rimettersi nel bacino, e appoggiarsi sul pavimento pelvico: vedo le persone arrivare ai miei stage come dei "palloncini" e le vedo ripartire con un filo a piombo! E' allora che si opera la padronanza reciproca dei due centri : del mentale sul centro energetico e del centro energetico sul mentale. Tale padronanza porta con sè un'apertura di tutto l'essere, e una generosità nuova. Io vedo i corpi trasformarsi, armonizzarsi in seguito a questa "inversione" che può considerarsi una vera rinascita.

Da uno studio condotto all'Università di Milano risulta che le persone che hanno lavorato con me hanno guadagnato l'8,5% di capacità respiratoria, e un anno mezzo dopo il beneficio era rimasto invariato.

Ogni essere umano ha dentro di sè una forza, una potenza personale.Abbiamo tutti un vulcano dentro di noi. Se potessimo sfruttare questa energia potremmo diffondere un agrande generosità intorno a noi. Ma questa stessa energia, quando è incontrollabile, porta alle catastrofi di Pompei ed Ercolano.

Cantare nel modo giusto è terapeutico. Quando si canta "giusto", tutto l'essere vibra come un violoncello. Emettiamo allora delle vibrazioni di una ricchezza tale da essere nutrimento per noi stessi. Si tratta di cercare una generosità vibratoria, armonizzata, per trovare la propria voce.

Io passo la mia vita a vedere le persone sbocciare intorno a me. Esse si mettono in cammino, e cercano di trovare anche nella loro vita professionale il prolungamento di loro stessi. Esse si affermano innanzitutto.

Il lavoro sul respiro è il miglior antistress e il più naturale. Esso passa attraverso il ritorno alla sorgente, alle radici, attraverso il capovolgimento e la caduta necessaria. Non conosce ad oggi alcuna controindicazione. Ho fatto cantare persone con una sola corda vocale. Io accolgo tutte le persone che si presentano, così come sono: tutte hanno una voce, tutte respirano!

La dimensione del mio lavoro si basa sulla trilogia respiro/voce/silenzio. Il silenzio è una musica superba, il risultato di un lavoro su di sè."

 

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