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Mag

Kan Ha Diskan

Scritto da Administrator on 14 Maggio 2008.


Kan Ha Diskan
Provenienza: Francia
Continente: Europa

Le origini del Kan ha Diskan appartengono alla società rurale in quella parte della Bretagna che ha conservato la lingua e i costumi celti, e dove il canto e la danza hanno sempre avuto un grande valore. Il canto non è solo un divertimento, è importante anche come supporto della memoria collettiva, è il veicolo dell’informazione e viene usato nella pedagogia. La danza, più che una distrazione è un mezzo per affermare l’esistenza di una comunità a livello territoriale,della parrocchia e della famiglia.

Diversamente dai suonatori di corno la cui attività nella società tradizionale era semi-professionale, il praticare il Kan ha Diskan è rimasto da tempo un modo di animare spontaneamente le danze dopo i lavori effettuati in comune.

Il Kan ha Diskan è tradizionalmente localizzato nel centro della bassa Bretagna. Per determinarne a grandi linee il territorio è sufficiente unire le città di Guingamp, Pontivy, Quimperlé, Chateaulin, Morlaix e Guingamp Ceci su una cartina geografica. La popolarità del Kan ha Diskan è diventata notevole, tanto da non sentire questo canto in nessun altro luogo. Infatti, in questo territorio c’è un modo sia di cantare sia di danzare in Kan ha Diskan.

Oggi possiamo distinguere tre grandi stili di Kan ha Diskan:
1. la Gavotte
2. le Plin
3. le Fisel


Come per molti casi che riguardano la tradizione popolare, è molto difficile collocare in un tempo esatto il Kan ha Diskan. I collettori del diciannovesimo secolo, come il Luisel o La Villemarqué, non menzionano nulla a riguardo. E’ vero che il Kan ha Diskan è uno stile di interpretazione di una canzone e che quest’ultima è molto spesso cantata ugualmente sotto forma di gwerz. I collettori si attaccano più ai racconti che alle arie di questo fatto, avendo soprattutto la tendenza a raccogliere dei gwerziou, poiché più facilmente trascrivibili.

Il Kan ha Diskan è apparso sulla scena in maniera verbale negli anni cinquanta con il rinnovo dei cerchi celtici e la riapparizione dei festou-noz. Loeiz Roparz, raggruppando dei cantanti di Poullaouen e percorrendo con loro i festou-noz, ha fatto molto per rilanciare la pratica del Kan ha Diskan. Più tardi, Alan Stivell, utilizzando il Kan ha Diskan nelle sue composizioni, l’ha reso ancora più celebre. L’infatuazione dei bretoni per la loro musica ha permesso di far conoscere cantanti come i fratelli Morvan o le sorelle Goadec. Stivell ha suscitato numerose vocazioni non solo fra coloro che avevano praticato il Kan ha Diskan in gioventù, ma anche fra i giovani che dovevano ancora imparare. Molti cantanti di oggi, sia donne che uomini, sono infatti frutto di questo crogiolo.

Attualmente possiamo contare un centinaio di persone che cantano regolarmente in Kan ha Diskan nei festou-noz. Questo numero è rilevante se si considera la quantità di feste proposte ogni settimana, ma è drammaticamente debole se lo si mette sul piano della cultura bretone, in particolare della lingua bretone.
E’ chiaro che il Kan ha Diskan non è minacciato in quanto tale, ma la scomparsa progressiva degli anziani rischia di creare un vuoto culturale se non ci si pende guardia di raccogliere i loro consigli e di ispirarsi alla loro pratica prima che essi siano solo più voci registrate.

 

In Rete:

http://www.gwalarn.org/agv/khd.html
http://kan-ha-diskan.stalig.com/?LACUR=EN-EUR
http://fr.wikipedia.org/wiki/Kan_ha_diskan

 

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