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NOVITA!!!! MASCHERA & GOLA APERTA Spazio didattica Articolo scritto dal M° Antonio Juvarra |
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Vocal Fry
Nel vocal fry (noto anche col nome di glottal fry) viene modificata l'oscillazione delle corde vocali. Questo avviene tramite le due cartilagini aritenoidi nella laringe che vengono unite insieme; di conseguenza, l'emissione dell'aria viene compressa e il suono che ne deriva si forma da un'unica grande massa vibrante. La frequenza della vibrazione è molto bassa (20-50 hertz) e il flusso d'aria che attraversa la glottide è molto lento. In questo modo si riesce ad estendere la propria voce di almeno un'ottava verso il basso, cioè fino alla 1ª subarmonica, anche se alcuni cantanti eccezionalmente dotati riescono a controllare questa tecnica ad un livello di perfezione tale da permettergli di toccare addirittura la 5ª subarmonica.
Questo tipo di canto è usato soprattutto dagli ottavisti nella musica religiosa e sacra o comunque d'impronta classica.
Definito da Sataloff "Pulse Register", il "vocal fry" è il suono più basso dell'estensione vocale caratterizzato da onde glottiche corte, alternate con altre più larghe e più lunghe, abbinate ad una altrettanto lunga fase di chiusura. Le Huche lo descrive come "voce del consigliere" o "voce crepitante" di tonalità grave, che non oltrepassa il Do2, dando all'orecchio la sensazione che sia il risultato dell'esplosione di numerose bollicine. Gli studi effettuati dalla Belhau hanno dimostrato che l'uso del "vocal fry" sia efficace nel trattamento di disfonie disfunzionali con o senza laringopatia.
Per esperienza personale l'utilizzo di questo tipo di emissione ha reso controllabile il registro grave e mi permette di riscladare la voce senza affaticarmi.
Esempio Audio File
Esperimenti effettuati
da Albert Hera
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