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Gen

Qawwali

Scritto da redazione on 20 Gennaio 2011.

Qawwali Qawwali - Asia
Il Qawwali è una forma di musica religiosa, diffusa prevalentemente tra i musulmani e soprattutto tra i sufi, popolarmente conosciuti anche come faqir, termine che letteralmente significa uomo povero. La dottrina del Sufismo esalta la benevolenza verso l'umanità e l'unità di Dio attraverso la poesia e la musica.

 

 

 




 

ORIGINE E STORIA DEL Qawwali
(Adam Nayyar, Lok Virsa Research Centre, Islamabad. 1988)

1.1 Fonti Islamiche e Sama’
Al-Ghazali e la tradizione musicale islamica


La forma musicale Qawwali e’ collegata alle tradizioni su fiche dell’Islam e alle particolari pratiche che gli allievi di Sufi imparano per raggiungere la vicinanza con Dio.
Musicologi Arabi come al-Kindi (d.873) e al-Farabi (b. 872) scrissero degli effetti prodotti da questa musica, ma solo i Fratelli della Purezza (lkhwan al-safa; “un gruppo di filosofi, scienziati, matematici e letterati che erano fiorenti ad Al-Sasra durante la seconda metà dell’undicesimo secolo”) approfondirono quella che è la relazione tra musica e trance. Materia di studio che ha portato il filosofo musulmano Al-Ghazali a scrivere il “Libro delle consuetudini dell’audizione e della trance” (1085 – 1111) e l’ottava sezione del suo famoso Ihya u’ lum al-din, il “Libro della Rivivicazione della Scienza della Fede (XII secolo a.C.)”. Scritto all’inizio del

Da questa fonti è possibile trarre informazioni sulla cerimonia chiamata “Sama’“.
Sama’ e’ un concetto difficile da tradurre, poiché copre un vasto rango di significati. Alla fine dell’undicesimo secolo, il sama’ era un concerto spirituale in cui la musica era principalmente cantata, qualche volta da un solista, altre volte da un coro, includendo elementi strumentali di varia importanza. Il concerto prendeva luogo sotto la direzione di uno sceicco, mentre la parte di assolo era data da un cantore.
L’ascolto fedele della musica, la posizione da seduti facilitava lo stato di contemplazione spirituale, e il trance.

1.2 Il contesto sud asiatico – Qual e Tarana
1.2.1 Sufismo e tradizione musicale sviluppata nel sud asiatico – Amir Khusraw

Alla corte di Ala’ al-Din Khilji, Sultano di Deli (1296-1316), Hazrat Amir Khusraw (1253-1325), famoso Santo Sufi e un esperto di musica indiana e persiana, introduce elementi Arabi e Persiani alla musica sud-asiatica: il Tarana e il Qual, considerato l’origine del Qawwali, una forma di canzone religiosa mussulmana.

1.3 Il veicolo ed il messaggio
1.3.1 La natura tutta maschile del Qawwali

Sin dalle prime origini dell’Islam, il settore pubblico era, per esclusiva, di dominio maschile. Le donne partecipavano nella dottrina e anche nelle guerre, in condizioni straordinarie, ma il regno dell’adorazione del culto permetteva al meglio delle eque ma separate azioni.
Così un’assemblea musico/religiosa conteneva solo uomini e questa tradizione sopravvive ancora oggi.
La sola eccezione che si nota sono le secolarizzate forme di Qawwali, come gli scopi nelle istituzioni per l’educazione femminile o nelle scene dei film nel Pakistan contemporaneo.
1.3.2 Un forte veicolo musicale per l’estasi
Il Qawwali viene usato per comunicare un messaggio mistico religioso e attirare l’attenzione del pubblico raccolto in preghiera. Raggiungere il trance è aspetto fondamentale di questo canto.

2. FILOSOFIA E SIGNIFICATO
2.1 Il significato di “ma’ rifat

Ma’ rifat, approssimativamente somigliante al concetto greco di “gnosis”, questo termine indica una conoscenza recondita non ottenibile con normali significati e indica le pratiche tramite cui si arriva alla meditazione.
Una di queste pratiche, accettata da scuole come l’Ordine Sufico Chishtiya, e’ appunto il Qawwali.
Il Qawwal si sofferma su una frase o su un periodo e indica in questo ripetersi sia il significato pratico,
immediato sia quello misterioso e spirituale. Simbolo di rappresentazione è sicuramente la ruota: Ripetendo una frase all’infinito, tutti i significati vengono spiegati, esauriti e paradossalmente senza senso. Attraverso questa tecnica quindi,la realtà semantica viene negata, mentre si crea una purezza di forma.

2.1.2 Hal: Estasi e Catarsi

Uno degli obiettivi del qawwali e’ indurre in trance un gruppo di ascoltatori in un setting comune e ritualizzato. La trance può essere contemplata, indotta per ascolto immediato della musica oppure vissuta come risultato della propria esecuzione canora.
Per il qawwali, il dialogo tra musicista e ascoltatore e’ sempre iniziato dal musicista. La ricettività degli ascoltatori, benché connessa con l’intenzione e la preparazione ad andare in trance, resta un mistero: la musica è una sintesi tra esecutore e ascoltatore (che a volte sono la stessa persona). Inoltre, la continuità dell’esistenza individuale e’ complementare con la continuità della cultura. La dicotomia dell’individuale e del collettivo e’ risolta temporaneamente in un regno o stato di coscienza chiamato TRANCE.
Il Qawwali trasporta il pubblico in un'altro piano di coscienza, per questo I regolari partecipanti delle sessioni usano spesso il concetto di “viaggio”, quando parlano della loro esperienza.
La manifestazione esterna di questo trasporto e’ detta “has”, che letteralmente significa “stato della mente”. Un’estasi solitamente indotta dal movimento ritmico della testa, dalla danza, dalle convulsioni che però non presenta nessun sintomo postumo: un individuo riprende la sua esistenza come nulla fosse accaduto.
L’ultimo stadio del Sufismo e’ il Fana, termine analogo al Nirvana nel credo Buddista. In questo stadio,

2.2 Religiosità e piacere

L’ascoltatore prova piacere (ladhdha), amore divino, e bellezza. La causa risiede nel segreto di God Most High. Il piacere dato dalla musica e’ qualcosa che solo i pazzi, gli insensibili e i duri di cuore non esperimentano. Il loro stupore e’ come quello dell’uomo impotente che si meraviglia verso il piacere dei rapporti sessuali e come il giovane che si meraviglia del piacere di controllare.

Il qawwali condivide con il mistico Islam la credenza che la dottrina religiosa non e’ solo acquistata attraverso il rigore e l’austerità. Non c’e’ niente di sbagliato nella conoscenza che trasmette piacere o nell’uso di piacevoli mezzi per trasmettere la conoscenza e cio’ e’ usato da alcuni ordini Sufi.

2.3 Linguaggio
2.3.1 “Farsi” : il testo liturgico del Qawwali

Il linguaggio persiano o “Farsi” con la sua ricca tradizione di misticismo, divenne rapidamente identificato con l’Islam nel Sud Asiatico. Tuttavia, il Qawwali superò il Farsi dopo il riconoscimento del suo posto nella liturgia.

2.3.2 Il flusso degli altri linguaggi
I linguaggi del sud Asiatico erano liberamente usati da Amir Khusraw nelle sue composizioni – Purbi (il linguaggio di Bihar) e Braj Bhasha. In Pakistan oggi i qawwal tradizionali iniziano ancora le loro esecuzioni con un’invocazione Farsi, spostandosi nel linguaggio del sud asiatico (Panjabi) e poi oltre al sol levante con i linguaggi Hindi, Urdu, e Purbi. Questo passaggio da ovest ad est e’ riflesso anche in molti testi Sufi di questa regione.

Questa sequenza non e’ seguita in India, dove il collegamento transizionale non e’ così forte.
Questo flusso da un linguaggio all’altro e’ una caratteristica importante del qawwali.
La maggior spinta del qawwali come forma missionaria per la propagazione dell’Islam nel Sud Asiatico richiedeva la costruzione di ponti linguistici e culturali tra le regioni. Il qawwali così non ha ristretto se stesso in un linguaggio, ma invece si e’ concentrato su un continuo arricchimento tra le diverse regioni con parole e concetti provenienti da altre zone.

2.3.3 La conoscenza universale: il superamento delle barriere linguistiche

Nelle aree dove i qawwal non parlano la lingua con grande facilità, devono contare pesantemente sulla forma musicale e sul ritmo per comunicare i concetti, raggiungere una trance e indurre l’estasi.
Il q. ha raggiunto persino l’America e la ragione di questa popolarità risiede nell’abilità dell’alterare le coscienze del pubblico alla dimostrazione di virtuosità. Quando e’ richiesto, il qawwal spiega che il messaggio del ma’ rifat non ha bisogno necessariamente di parole; può essere invece sperimentato direttamente. Per un pubblico che non capisce il contenuto del qawwali, l’uso del ritmo e’ la matrice basilare attraverso cui la variazione e la forza della voce corrono come un filo colorato.

3. La performance

3.1. L’ambientazione
Una performance di qawwali abitualmente viene ascoltata nel santuario di un santo oppure in certi di luoghi di incontro, negli ordini Sufi o in alcuni luoghi scelti dalla gente che ha commissionato la performance. Il giorno usuale per una performance in un santuario e’ il giovedì, giorno propizio per molti ordini Sufi della regione. Una performance piu’ ampia prende luogo al festival annuale (u~rs) di un santuario (letteralmente significa “matrimonio”; un u~rs celebra il passaggio di un leader spirituale dal corpo finito e il “matrimonio” con l’eterno). Le persone sedute attorno al qawwal sono spesso leader spirituali viventi o “pir”.

3.2 Gli esecutori

Il qawwali nel sud asiatico viene abitualmente eseguito da un gruppo di circa undici esecutori (tradizionalmente, il numero dei componenti dovrebbe essere dispari). Il ritmo, sotto forma di tamburi (tabla, dholak e pakhwaz) e battito delle mani, e’ localizzato dietro il cantante principale, che può “sentire il battito con il suo corpo” . La linea frontale e’ occupata dal cantante protagonista con due harmonium (un organo con mantici introdotto dall’Europa nel Sud Asiatico probabilmente dai primi missionari portoghesi; infatti dopo divenne strumento indigeno e adesso forma una parte della musica popolare per tutta la regione). Lo stesso cantante principale e’ abitualmente privo di strumenti, anche se sembra che in tempi passati avesse un harmonium con lui.

3.3 Gli strumenti

Tradizionalmente, solo il lungo tamburo bilaterale (dholak) o la coppia di tamburi (tabla) era usato per l’accompagnamento del battito delle mani (tari). Apparentemente nel XVI secolo (benché la data non sia conosciuta), l’harmonium ha trovato la sua via nel qawwali. È interessante notare come l’harmonium venne usato dai Gesuiti portoghesi durante la diffusione della Cristianità nel Sud Asiatico. I puristi esperti di musica di Radio Pakistan proibirono l’uso dell’harmonium, ai loro occhi non considerato uno strumento autentico, e permisero invece l’uso di strumenti come il “sarangi” (uno strumento arcuato usato nella musica classica del sud Asia) e il clarinetto.

3.4 Collocazione dei gruppi di esecutori
Tradizionalmente, il cantore era posizionato al centro e detto “Mohri” che letteralmente significa “figura di primo piano nel gioco”. I suonatori di tabla erano direttamente dietro a lui, mentre il suggeritore (con il libro e i manoscritti con le parole dei canti mistici) sedeva dietro alla sua spalla sinistra. Il “mohri” era fiancheggiato alla sua destra ed alla sua sinistra da due cantanti con l’harmonium (avazia), mentre il resto del coro era allineato in entrambi i lati in due file, i migliori cantanti in prima linea.

Durante le cinque decadi passate, vennero fatti cambiamenti radicali nella collocazione del gruppo esecutore. Questi cambiamenti furono intrapresi da sei famosi gruppi qawwal:

1. Ustad Fateh Ali e Ustad Mubarik Ali Khan
2. Ustad Karam Din Topai Vale
3. Ustad Chajju Khan
4.Ustad Mohammad Ali Faridi
5.Ustad Santu Khan
6.Ustad Bakhshi Salamat

Durante questo periodo il mohri, o cantante protagonista, era posizionato su lato destro del palco.
L’ ”avazia” era posta alla sua sinistra ed un altro buon cantante, posto alla sinistra dell’avazia, aveva il compito di supportare il cantante principale, avere sufficiente conoscenza di teoria musicale e nelle emergenze di prenderne il posto. I “tabla” rimanevano nella posizione centrale, dietro a questo cantante di “riserva”. (La creazione di un cantante di riserva e’ stata causata dal fatto che i gruppi di qawwal venivano spesso nominati dopo la coppia di fratelli o figlio-padre più importanti).
Invariate le altre posizioni.

3.5 Il palco: altezza e localizzazione
Tradizionalmente, i cantanti si esibivano allo stesso livello del pubblico e non avevano perciò bisogno di un palco; la loro area di esecuzione era marcata con un lenzuolo bianco circolare (chi~ndni).
L’urbanizzazione del qawwal e l’incremento nella tecnologia, come l’introduzione delle richieste pubbliche dei sistemi, portarono delle innovazioni. Oggi il palco e’ alto circa 2 metri, e la gente seduta
Può comodamente vedere il qawwali e ascoltare la sua esecuzione dagli altoparlanti.

Vicinanza agli ascoltatori
Le persone che autorizzavano lo spettacolo sedevano direttamente di fronte agli esecutori ad una distanza di uno o due metri, i meno fortunati e quelli marginalmente interessati sedevano dietro al qawwal. Così in un setting tradizionale, gli esecutori erano circondati da un pubblico vario.

Le tecniche: feedback e risonanza
Il canto qawwali inizia con un “alap”, senza percussioni o ritmo, e dal canto di un distico mistico: un passaggio delicato che viene seguito in completo silenzio. Inoltre è in questo stadio che gli esecutori esaminano attentamente il loro pubblico e scovano quelli a cui indirizzare con più facilità il messaggio.
A poco a poco il ritmo viene ripreso e accelerato sino a indurre al trance.
Vel
Questo termine indica l’esposizione di denaro (cioè banconote di basso e medio valore, preparate prima dello spettacolo e conservate dalla gente che ha commissionato la performance) al qawwal durante una performance.
Una volta che questa e` in pieno svolgimento, gli apprezzamenti e l’approvazione del pubblico sono espressi lanciando il denaro verso il palco e gli esecutori. In stato di estasi, gli esecutori possono anche lanciare tutto il denaro che hanno portato. Il vel e` appunto quest’offerta in piu` rispetto al normale onorario.

UNA VEDUTA INTERIORE: gli esecutori attraverso essi stessi.
Il Tour tradizionale

Dopo la mietitura nel Bikrami nel mese di har (Giugno, Luglio), il qawwal fa un tour nei villaggi e citta` del paese chiamato “saha”. Il cantante mastro (chiamato “dere dar”) raduna tutti i musicisti nel luogo adatto e si preoccupa di fornire loro cibo e alloggi; decide quale sarà la durata del tour.
Nei tempi passati, il “dere dar” si occupava anche di tutti gli strumenti da usare dal gruppo nei vari luoghi e dell’allestimento scenico per gli spettacoli. Tutto il denaro raccolto durante il tour veniva dato ad un membro della festa che agiva da tesoriere (khazanchi) e che creava un fondo collettivo chiamato “sanji” .
Una volta che il tour finiva, le spese di viaggio e per il cibo erano sottratte dal totale, il rimanente veniva chiamato “bakhra”: questo veniva diviso in quote proporzionali ai contributi del membro.

Vediamo un esempio tipico di bakhra:
Leader del gruppo (dere dar o mohri): 3 di 4
Accompagnatore (del cantante) con harmonium (avazia): 2 di 2 ½
Suonatore di tabla (tabla navaz): 1 di 1 ½
Coro (vari kehan vale) e suggeritore (bol dasan vala): 1/8 di 1

Tradizioni orali ed esoteriche – Imparando ad essere un qawwal
Nell’imparare il qawwal c’e’ un segreto gelosamente protetto: queste tecniche non sono divulgate dai maestri di qawwal, ad eccezione dei suoi immediati fratelli o figli. La tradizione e’ quasi esclusivamente orale e tramandata da padre a figlio.

IL QAWWALI IN PAKISTAN OGGI
Due traduzioni distinte di qawwali hanno dominato in Pakistan fino ad oggi; queste sono migrate in Pakistan dall’India nel 1947 e rimangono tutt’ora un collegamento con la tradizione indiana e con quelle native del Punjab e collegate con i santuari Islamici nel Pakistan.
Alla tradizione dell’est del qawwal appartiene Aziz Mian e Nusrat Fateh Ali Khan e i Fratelli Sabri occupano quest’ultima categoria.

Nusrat Fateh Ali – il titolare di una tradizione meravigliosa

Nusrat Fateh Ali proviene da una un’illustre famiglia di maestri di qawwali e musica classica. E’ nato nel 1948 nella citta’ di Lyallpur (l’attuale Faisalabad). Suo padre, Ustad Fateh Ali Khan morto nel 1964, fu rinomato sia come qawwal che come musicista classico. La sua dettagliata ed esperta conoscenza delle forme di musica classica del Sud Asiatico, ha provveduto a sviluppare il qawwali come arte eccellente. Il fratello di Ustad Fateh Ali Khan, Ustad Mubarik Ali Khan, fu un altro eccellente e talentoso qawwal. Fino ad oggi la loro fama vive negli incontri “arsi “, parola che significa “anniversario della morte” CHE tra i musicisti significa l’arte di una persona che SEPPUR morta sopravvive nell’immortalità.
L’ “arsi” del padre e dello zio di Nusrat Fateh Ali Khan viene celebrata, con uno spettacolo, ogni primavera nel mese di Aprile a Faisalabad. Sotto gli occhi critici ed esigenti del pubblico, composto interamente da musicisti professionisti, viene assegnato dal consenso il titolo di “Ustad” (solo ad esecutori eccezionali) che significa “Insegnante” o “Maestro” . Fu proprio in una tale adunanza che Nusrat si guadagnò questo titolo appena dopo aver iniziato a dirigere l’ultimo gruppo di qawwali creato da suo padre.

Nusrat Fateh Ali da bambino e da ragazzo prese insegnamenti solo di musica classica (non di qawwali), diversa dalle scale basiche di quest’ultimo. Fu solo dopo la morte del padre e superati i sedici anni che inizio’ a studiare l’arte del qawwal atraverso lo zio Ustad Salamat Ali Khan e con lui iniziò a d esibirsi due anni dopo la morte del padre. L’unione durò sino al 1971. Poi, famoso, iniziò a viaggiare e ad esibirsi. Nel festival annuale del santo Sufi Hazrat Data Ganj Bukhsh di Latore, Nusrat venne investito da un’onda di devoto fervore e acclamato nella prima notte delle esibizioni di qawwali. Ben presto iniziò ad essere scoperto dal mondo occidentale e visitò l’Europa ed il Nord America ripetutamente.
Nel 1987 vinse come cantante classico, al Festival Musicale di Latore. Sempre in quell’anno, gli venne assegnato il titolo di Presidents Pride of Performance per i risultati nel campo della musica pachistana.

LA SECOLARIZZAZIONE DEL QAWWALI IN PAKISTAN

Dagli anni ’50, il qawwali inizio’ a separsi dai contenuti religiosi, e venne utilizzato in due contesti nuovi: l’ARTE ed il DIALOGO.

Il qawwali come divertimento e arte

L’immaginario mistico del qawwali inizio’ ad essere usato per scopi secolari.
Esempi:
il concetto di “vino” nel sufismo indica la conoscenza segreta (“ma’ rifat”), ma è anche qawwali orgiastico dai Fratelli Sabri: ..”men sharabi” (“sono un bevitore”).
L’industria cinematografica in Pakistan, inizio’ a usarlo come una forma di divertimento. Si pensi alle memorabili scene di qawwali nel film sperimentale “Samundar” - l’ “Oceano”.
Divenne persino humour nella Satira e dialogo negli Scambi umoristici messi in scena da giovani studenti nelle cerimonie nei collegi.

“Pashto Qawwali” è una forma di dialogo e criticismo sociale. Le cassette di qawwali in “linguaggio Pashto” parlano delle fatiche di un emigrante Pushtun, del lavoro nei maggiori centri urbani; la Televisione Pakistana rende noti i dialoghi umoristici tra due gruppi opposti (come ad esempio autisti di camion ed il pubblico generico). Il qawwali esiste in molti linguaggi del Pakistan ( ad eccezione del “Sindhi” e forse del “Baluchi”) e continua a crescere vigorosamente; la forma e’ stata conservata mentre il contenuto e’ cambiato a seconda dell’uso e del bisogno.

Il qawwali come una terapia

Gli effetti terapeutici del qawwali sono generalmente conosciuti ed i dottori nativi spesso parlano di individui affetti da disturbi mentali che attendono per una sessione. Persino i leader spirituali spesso accettano di inserire in una sessione di qawwali degli individui affetti da disturbi mentali, con l’obiettivo di esporli all’armonia ed ai poteri terapeutici della musica e delle parole.
Consapevole di questo effetto del qawwali e profondamente interessato a cio’, un eminente psichiatra Pakistano sta usando la “qawwaliterapia” su alcuni dei suoi pazienti con successi marcati.
Trovandosi ancora ad uno stadio sperimentale, questo potente mezzo puo` certamente fornire un’effettiva “indigenizzazione” delle tecniche terapeutiche occidentali.

 

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