Intervista alla Logopedista Gisella Ghigo
va_ ringrazia per la disponibilità e la gentilezza la Dott. Gisella Ghigo e Asl1 di Torino
Che cosa è la logopedia e di che cosa si occupa il logopedista?
La logopedia in ambito sanitario è una scienza che si occupa di tutti i problemi relativi alla comunicazione in senso lato, sia per quanto riguarda la voce sia per problemi diversi come quelli di linguaggio, causati ad esempio da malattie di tipo neurologico, ( trauma cranico, morbo di Parkison, ischemie cerebrali….) oppure altre patologie quali le balbuzie, errori di pronuncia, alterazioni della deglutizione, problemi di ritardo mentale che causano una riduzione dell’eloquio, problemi di dislessia, disgrafia , sordità per fare altri esempi.
In questo ambulatorio in particolare noi ci occupiamo solo di patologie dell’adulto. E’ stata una scelta voluta, perché quando questo servizio è nato tanti anni fa, tutte le A.S.L avevano un servizio di logopedia che faceva capo alla neuropsichiatria infantile, quindi mancava sul territorio questo tipo di risposta . Siamo in cinque che ci occupiamo degli adulti ma una di noi si occupa con la neuropsichiatria, anche dei bambini.
Logopedista si diventa con un corso di laurea di tre anni (dovrebbero essere attivati i due anni successivi, ma per ora non ci sono ancora). E’ comunque un percorso universitario all’interno della Facoltà di Medicina.
A Torino c’è una scuola di logopedia storica con a capo il Professor Schindler, che è una tra le prime ad essere state create; questa ha delle specificità perché confrontandoci con colleghi di altre regioni ci sono decisamente delle differenze sia di preparazione che poi si riscontra in ambito lavorativo.
Che differenza c’è tra il logopedista, il foniatra e l’otorino?
I foniatra e gli otorini, a differenza dei logopedisti, sono medici che hanno conseguito, successivamente alla laurea una specializzazione. Il logopedista ha una preparazione più tecnica sul settore specifico della riabilitazione. L’otorino si occupa della diagnosi e cura delle disfunzioni di orecchio, naso e gola. Il foniatra si occupa della diagnosi dei disturbi di voce , parola, linguaggio e piu’ in generale di comunicazione. Noi logopedisti dovremmo lavorare con il foniatra, e qui a Torino riusciamo a farlo, in altre zone, invece, sono costretti a lavorare esclusivamente con gli otorini, i fisiatri o i neurologi.
In che modo sono strutturate le visite dei soggetti con problemi di voce e quali strumenti vengono utilizzati?
Facciamo sempre una prima valutazione del paziente controllando come respira, la coordinazione pneumofonica, poi effettuiamo una piccola analisi della voce, per quanto lo consentano i nostri strumenti, quindi non solo una valutazione ad orecchio ma anche attraverso un programma che si chiama Winpitch il quale ci da’ la possibilità di ottenere un sonogramma, se pure minimo. In fase di rieducazione abbiamo due programmi con dei “giochini” che visualizzano la voce e ovviamente per il paziente non cantante vanno bene, per quello cantante sarebbero un po’ banali.
Mi può parlare dei maggiori problemi che si riscontrano nel paziente cantante in base alla sua esperienza personale?
Qui da noi all’anno di pazienti cantanti ne capitano un numero irrisorio, abbiamo maggiormente casi di disfonia del professionista vocale non cantante come il commerciante o l’insegnante; ogni tanto arrivano dei cantanti. Alcune volte si tratta di cantanti con un’impostazione classica, da conservatorio, altre di cantanti dilettanti, cioè di cantanti spesso senza un’adeguata preparazione, che cantano finchè la voce regge e soprattutto che copiano diversi stili e tonalità senza tenere conto della propria conformazione laringea, e il più delle volte in condizioni acustiche sfavorevoli (dalle piazze ai tendoni, ecc…) utilizzando così un volume eccessivo. Infatti in questo tipo di pazienti abbiamo sempre dei problemi da sforzo, soprattutto da sforzo a causa dell’eccesso di volume, quindi contratture laringée, édemi alle corde vocali e chiusure eccessivamente serrate della laringe, aumento di contatto tra le corde vocali.
Questo tipo di disturbo è relazionato a un cattivo ascolto e secondo lei tutto questo ha una relazione con la teoria di Tomatis?
Probabilmente si perché queste persone per la maggior parte non sono formate da un punto di vista musicale quindi in questo senso manca un feed-back adeguato ma e’ una teoria che conosco molto poco.
Un buon ascolto, perciò, potrebbe aiutare un cantante a trovare un equilibrio?
Sicuramente, perché molti non si sanno ascoltare.
Come definisce la respirazione nel parlato e nel cantato e quali sono le differenze?
In entrambe i casi io penso che la respirazione più corretta sia una respirazione completa, quindi non unicamente addominale ma che utilizzi tutta la capacità polmonare. Nel cantato si dovrebbe fare una respirazione quantitativamente più profonda. Nel parlato non serve, ma anche qui ci sono delle differenze tra, per esempio, l’insegnante o il commerciante che parla tot ore al giorno e ad es. la casalinga che ha esigenze vocali ben diverse.
Nell’ambito dell’insegnamento per la voce cantata concentrare la respirazione diaframmatica escludendo quella bilanciata intercostale porta a che tipo di patologie?
Io penso che la focalizzazione sulla respirazione addominale debba essere un passaggio quanto meno iniziale, perché aiuta ad arrivare a quella toracica. Io ho visto che il paziente è difficile utilizzi ( non solo quando fa gli esercizi), interiorizzi la toracica se prima non focalizziamo per un periodo sulla diaframmatica.
Il meccanicismo nella rieducazione potrebbe portare a un cambiamento nell’identità vocale?
Non penso. Anche perché quella è una ricerca che il paziente fa con l’insegnante di canto.
Secondo lei manca dialogo tra insegnanti di canto e logopedisti?
Si
Mancando dialogo cosa si può fare per prevenire il problema, visto che il cantante viene da voi nella fase acuta, intendo quando esiste già.
Il paziente che è ben impostato più difficilmente arriva ad avere una patologia, può avere una patologia indotta da altri fattori come un lavoro eccessivamente pressante o in condizioni non ottimali, esempio cantare con il raffreddore
L’insegnante di canto si rivolge a voi?
In genere no. C’è stato un periodo anni fa in cui ho conosciuto un’insegnante di canto con la quale ho lavorato molto. Aveva degli studenti con problemi, li mandava dal foniatra e il foniatra li mandava da me. Però è stato un caso.
Come avviene l’asportazione completa dell’apparato?
Viene tolta completamente la laringe, non si ha più alcuna struttura laringea e i pazienti hanno un tracheostoma per respirare; in alcuni casi viene utilizzata una protesi, che è un tubicino, che dal tracheostoma viene inserito per arrivare fino nell’ ipofaringe in modo che l’aria polmonare possa arrivare in bocca, ma la qualità della voce non ha più una fondamentale e suoni armonici, ha caratteristiche di rumore. Quando non viene messa la protesi, o per scelta del paziente o perchè la protesi non si può mettere, viene utilizzata quella che si chiama voce erigmofonica o esofagea in sostanza il paziente deve imparare a ingerire aria e produrre suoni: vocali e consonanti.
Nel caso di asportazione delle corde vocali?
Se ne viene asportata solo una o una e un pezzo si utilizzeranno le false corde, oppure la chiusura delle due aritenoidi; in alcuni casi di aritenoidi ne viene lasciata una sola. La voce avrà di nuovo caratteristiche di rumore e non di suono. In questi casi il problema non è solo la voce, ma anche e soprattutto la deglutizione.
Se utilizzo le false corde che voce si ottiene?
Una voce con una caratteristica di rumore.
Quali consigli darebbe a un cantante?
Innanzitutto deve esserci un giusto equilibrio fra quanto si usa la voce e quanto la si risparmia. Mi riferisco al cantante professionista,ma anche a chiunque utilizzi la voce per lavoro :è bene cercare di lavorare in modo tale da non dover competere con altri tipi di rumore. In secondo luogo consiglio di non prendere abitudini sbagliate come il “raschiare la gola” che non serve a nulla, così come non servono le caramelle per la gola.
Avete molti casi di reflusso gastrico e come lo cura il logopedista?
I nostri pazienti cantanti, direi un 90%, presentano reflusso gastrico. Il cantante il più delle volte mangia a mezzanotte e poi va subito a dormire non dando tempo alla digestione, senza considerare cosa mangia. Per la cura il logopedista si appoggia al foniatra che a sua volta si appoggia al gastroenterologo che , prescrive dei farmaci. In certi casi riescono a tenerlo sotto controllo modificando la dieta, ma il più delle volte non è sufficiente. Si devono evitare i cibi grassi e acidi, come caffè, cioccolata, pomodoro crudo, insaccati, ecc.


