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25
Nov

Suono o respiro?

SUONO O RESPIRO?

La prima cosa che si fa quando si inizia a cantare,è sempre quella di dare maggiore importanza al proprio suono, che colore ha, quanta forza ha,che estensione ha, quale virtuosismo riusciamo a raggiungere ecc..., non ha importanza poi se sia giusto o sbagliato, laringeo o disfonico, l'importante è dimostrare a noi stessi che riusciamo a cantare (o meglio a tirar fuori qualcosa dalla nostra bocca) il problema però arriva quando rimaniamo “intrappolati” nel nostro suono, senza guardare cosa accade prima e dopo la nostra voce.
Dopo aver “lottato” per anni con la mia voce, arrivai ad un punto di arrivo con lei, non riuscivo più a trovare emozioni e sensazioni. Si, dico bene, sensazioni, cioè cosa accadeva dentro di me, questo perchè realmente non avevo mai guardato nel più profondo di me, solo tecnica, tecnica, tecnica...
il suono, inteso (brutalmente) come “dimostrazione di un prodotto”, aveva preso il sopravvento, mettendo un muro tra me e le mie emozioni, la mia passione, la mia anima, il mio canto. Eppure non potevo smettere di cantare, e perdere tutto il lavoro che comunque avevo fatto, dovevo solo trovare il modo di abbattere questo muro, perchè sapevo che la mia voce mi stava aspettando.
Grazie al mio Maestro Albert Hera, ai vari libri del Maestro Antonio Juvarra, ai vari seminari di canto (visti solo come lavoro interiore e non ancora tecnica) e soprattutto, ma anche e purtroppo alla mia testardaggine, ho cominciato a lavorare solo ed esclusivamente al mio respiro.
Mi sono accorta che ogni volta che sbagliavo, era perchè alla base c'era un respiro sbagliato, nel momento in cui davo più importanza al respiro, il suono usciva da solo e libero.
Ho cominciato a convincermi che il respiro esiste, basta “ascoltarlo” e “vederlo”, dandogli una qualsiasi forma immaginaria, renderlo vitale, dargli importanza insomma, il suono così è diventato conseguenza del respiro, non parte principale:
può esistere un respiro senza suono, ma NON può esistere suono (voce) senza respiro.
So che è difficile, io ci ho messo un anno per capirlo, cercare di dividere le due cose, non di vederle separate o diverse, ma l'una parte vitale dell'altra, (riprendo ancora una volta l'importanza dell'arte del Bel canto)
Come dice il titolo: suono o respiro? Entrambi, cercare di creare un equilibrio fra loro, il suono è parte del respiro.
Con questo non dico di abbandonare la tecnica, cioè, sapere cosa significa parlare di registri, messa di voce, cavità ecc.. è importante per capire, ma quello che ritrovo oggi nell'insegnamento del canto, è che non si dà quasi più importanza al respiro e alle sensazioni che si provano, si parla tanto di respirazione diaframmatica, ma purtroppo viene concepita solo meccanicamente. Si pensa sempre al dopo, all'esteticità del suono, “chissà cosa pensano gli altri della mia voce”, ma cosa sentiamo noi all'interno del nostro corpo? Non lo sappiamo.
Io credo che tutti, insegnanti e allievi, dovremmo capire che se viviamo è anche perchè RESPIRIAMO, allora perchè non dobbiamo dargli importanza?

SUONO O RESPIRO? Io dico SUONO NEL RESPIRO

Alessia Magalotti

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