LA VOCE JAZZ COME ESPRESSIONE DEL SE

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Milano 11 aprile 2006-01-22
Universita’ Cattolica
Master in Comunicazione Musicale doc. Prof Guido Michelone

“LA VOCE JAZZ COME ESPRESSIONE DEL SE”
Dr.ssa Veronica Vismara


Sommario:
1)Le Origini
2)Voce in Luce
3)Programmazione Neuro Linguistica e Acuità sensoriale
4)Capacità di ascolto e di auto-ascolto
5)Convinzioni limitanti
6)Capacità comunicative e congruenza della voce
7)Oltre la congruenza:voce e autenticità
8)Gestione delle emozioni nei processi espressivi:Ancoraggio
9)La voce come mezzo espressivo del Sè

 

1)LE ORIGINI

 

Il jazz nasce come incontro culturale tra due mondi, europeo e africano, in un territorio “neutro, l’America.In pratica si tratta di un vero e proprio “adattamento” delle due culture nel territorio americano.

Alcuni parametri sono squisitamente di natura europei, come l’armonia, la scrittura musicale, gli strumenti e le melodie.

Altri invece appartengono al mondo culturale africano, come il ritmo, la trasmissione orale, l’organizzazione del materiale musicale a domanda e risposta(forma antifonale) , e , soprattutto il suono, cioè il canto.

La voce, ha un rapporto dialettico con lo strumento, e lo influenza.

L’obiettivo è quello di trovare il proprio suono, che rappresenta,nella cultura africana, la proiezione esteriore della propria identità.

La stessa ricerca timbrica viene portata avanti dai musicisti, che , per emergere, dovevano possedere un’originalità timbrica il più possibile personale .

L’improvvisazione è anch’essa un parametro del jazz che fonda le sue radici nel mondo nero.L’atteggiamento libero permette la composizione istantanea, su basi armoniche ovviamente prestabilite, che resta una delle caratteristiche più peculiari del jazz.

Prima di parlare di vero e proprio jazz, è d’obbligo una panoramica sulle forme stilistiche che lo hanno in qualche modo preceduto, preparando il terreno perché si sviluppasse.

Analizziamo quindi le forme espressive della musica africana.

La musica africana è il fulcro della sua arte, e accompagna le fasi della vita e della giornata. Esistono, ed esistevano perciò , dei canti di lavoro , Work songs , funzionali al lavoro che si stava svolgendo, i Calls, richiami e lamenti che eccheggiavano nelle piantagioni con una struttura antifonaria, gli Holler, cioè gridi, che , a seconda dei luoghi dove venivano pronunciati, erano detti Field-Holler o Street-Holler, che erano dei richiami in cui la voce passava dal parlato al cantato cominciando a cambiare un po’ le tonalità.

Già in queste forme di canto si nota una modalità espressiva interessante, detta “Double talk”, cioè paralare doppio. L’uso della metafora , il parlare in modo indiretto e per parafrasi, era una modalità utilizzata dagli Africani per una sorta di difesa dalle frustrazioni e dalla depressione. In questo modo infatti era possibile trasmettere messaggi anche “rivoluzionari” utilizzando anche una buona dose di ironia o addirittura di satira pungente. Questa modalità si ritroverà poi nella struttura dei testi del blues.

Vediamo bene quindi che già in queste prime manifestazioni, la voce sia un mezzo espressivo insostituibile, veicolo di emozioni profonde.

Intanto, nelle regioni dove vigeva la religione Protestante, si cominciava a sentire un altro tipo di manifestazione musicale , questa volta a valenza religiosa, lo Spiritual.

Basato sugli inni Metodisti e Baptisti, e’ la fucina dove trovano posto gli elementi melodici europei, e la struttura antifonaria africana.

La chiesa era uno dei pochi luoghi nei quali la gente di colore poteva socializzare, e nei testi degli Spiritual spesso,oltre a metafore di liberazione , si potevano trovare messaggi in codice per la comunità nera.Un esempio spesso ricorrente era quello riferito alla liberazione del popolo ebraico, metafora della liberazione dalla schiavitù.

La fuga era chiamata in codice, “underground-railway”,cioè ferrovia sotterranea, e il treno ,nell’immaginario collettivo nero, era infatti visto come mezzo per la “fuga” verso il nord,verso il Canada, verso la libertà.

Anche in questo caso la voce e il canto rappresentano un identità che si sta identificando, e che, tra mille difficoltà, sta cercando una sua collocazione sociale.

Una volta abolita la schiavitù, lo Spiritual perde la sua funzionalità, e si trasforma nel Gospel.

Il Gospel (God spelt, parola di Dio), è praticamente la forma urbana dello Spiritual, ed assume la precisa connotazione di musica da concerto.

Resta comunque ancora oggi una forma musicale molto diffusa, culla della tradizione vocale nera, e perciò manifestazione di un’identità culturale ben precisa.

Ma è con il Blues che questa manifestazione espressiva trova la sua forma più fertile.

E’ una musica profana, a carattere lirico-musicale, dove il testo è imprescindibile dalla musica.

Di solito non è scritta, ha connotazioni folkloristiche poiché legata ad una etnia e spesso aad un luogo precisi.

Nasce alla fine della guerra civile americana(1866), ed e’ la più autentica espressione della personalità nera all’interno della nuova società che si va delineando e che la circonda.

Dopo 200 anni di schiavitù finalmente arriva la liberazione; ma con il passaggio dell’economia da agricolo a finanziaria, era necessaria la presenza di forze lavoro a basso costo, cioè degli ex schiavi.

Molti di essi infatti rimasti presso lo stesso padrone che in precedenza li aveva ridotti in schiavitù, anche se sono liberi, non hanno più garanzie di sussistenza, presentano problemi economici dati spesso dalle condizioni di lavoro cui venivano sottoposti(mezzadria), e quindi si sentono disgregati, sia dal punto di vista individuale che collettivo.

Con questo substrato sociale nasce il Blues, che esprime quindi la realtà nera .

Il Bluesman racconta episodi o sensazioni appartenenti alla propria comunità,e in questo modo si opera una sorta di “transfert”. Questo utilizzo ,anche qui quindi funzionale, del canto, ricalca ciò che avveniva in Africa durante quella che potremmo definire la prima forma di “terapia di gruppo”:esporre alla collettività le proprie problematiche individuali, serviva ad esorcizzarle, e a percepire il problema meno gravoso,una volta che era stato condiviso.

Le emozioni che venivano esposte ed elaborate nei Blues erano diverse, anche se prevaleva la malinconia, che era poi la condizione reale di chi narrava.

Col passare del tempo i testi dei Blues cambiano il loro contenuto. Infatti il modo di pensare della comunità nera evolve,e, piuttosto che la rassegnata malinconia, predominano negli animi la protesta e l’autoironia, grazie alla quale l’Afroamericano affronta le difficoltà della vita.

La stessa parola Blues identifica i demoni e i problemi di qualsiasi origine.

E’ stata anche definita la “musica del diavolo”, ed era bandita dalla nuova borghesia nera che voleva rimuovere così le sue origini.

Alle originala domanda e la risposta della struttura antifonaria erano eseguite dalla stessa persona, col tempora risposta diventa strumentale.

La voce cantata oscilla sempre tra canto e parlato ed ha comunque sempre una connotazione narrativa.

A conferma di una musica per la popolazione che voleva ricordare le sue radici, va ricordato che esisteva un etichetta discografica che produceva i cosiddetti “Race-record”, dischi cioè per il popolo nero, non certo per la nuova borghesia.Bessie Smith era un’esponente importante di quel periodo.

Il Blues ripercorre e ricalca quindi un’evoluzione culturale e sociale, restando forse una delle manifestazioni più significative della musica nera, tanto che ancora oggi gode di una popolarità evidente.

Con queste premesse risulta facile capire come anche quando si arriverà alle cosiddette forme “Song”, la voce avrà sempre una connotazione importante e ci sarà sempre , nel jazz, compenetrazione tra liriche e musica.

L’analisi delle varie forme di canto nel jazz esula da queste pagine, che volevano dare comunque un breve escursus storico sull’importanza funzionale dell’uso della voce nella musica nero-americana.

Queste basi, a mio parere possono aprire la possibilità di una chiave di lettura diversa da quella, pur importantissima, basata sull’estetica o sullo stile.

E’ una chiave di lettura funzionale-espressiva, che vede nella voce un mezzo, anzi, Il mezzo più difficilmente modificabile in modo arbitrario senza in questo modo svelarne la inautenticità, vale a dire il modo più semplice, pulito e diretto per esprimere le parti più profonde del Sé.

 

 

2)VOCE IN LUCE

Quando cominciai i mie studi sull’Ipnosi Ericksoniana e la Programmazione Neuro Linguistica, uno dei libri che lessi per primo fu “La mia Voce ti accompagnerà”, i racconti didattici di Milton Erickson.

Sidney Rosen, discepolo del grande Maestro,riesce,descrivendo le terapie di Erickson quasi fossero racconti, a far entrare il lettore nel mondo sottile e profondo di questo magico ipnotista.

Descrive le sue parole e le modalità linguistiche con cura e passione, riuscendo persino a tradurre le pause, le variazioni di tono e di volume, in definitiva, l’uso sapiente di tutte le possibilità che la voce offre, e che Milton Erickson conosceva alla perfezione.

Questo personaggio non era consapevole però dell’universo che albergava nella sua mente, e ci sono voluti discepoli diligenti per decifrare le sue strategie di intervento e poterle così, rendere insegnabili ai comuni mortali!

Quando poi , ho avuto la fortuna di imbattermi in qualche filmato di sedute terapeutiche tenute da Erickson, ho toccato con mano veramente la sua grandezza. Da terapeuta attento, entrava in sintonia immediatamente con il suo paziente,entrando nel suo mondo e usando le sue modalità comunicative. Lo faceva sentire accolto e compreso , il paziente si affidava, ed Erickson, sempre con un tempismo perfetto, al momento giusto somministrava la sua prescrizione terapeutica, che poteva essere un compito, un suggerimento, una metafora , o semplicemente una frase criptata per la ragione, ma comprensibilissima dall’inconscio!

Era sempre molto congruente, attento e autenticamente partecipe dei problemi di chi aveva di fronte, senza mai cedere alla tentazione del giudizio, cosa che sarebbe stata avvertita dal paziente, anche solo inconsciamente, e ne avrebbe fatto innalzare le barriere razionali.

Durante la mia esperienza negli studi e nella pratica dell’ipnosi, ho potuto constatare che un uso corretto della voce è l’elemento fondamentale per il raggiungimento di una terapia efficace.

Mentre studiavo canto, mi rendevo sempre più conto che , raggiungere una abilità tecnica medio-alta non era un punto d’arrivo, ma di partenza.

A mio parere la perfetta padronanza tecnica della voce, ma vale per ogni strumento, non è un requisito sufficiente,anche se necessario, per poter dire qualcosa di originale e poter stimolare un ascolto curioso.

Ascoltando i “grandi” del jazz, e più in particolare le “Voci” maestre, mi rendevo sempre più conto che la differenza che faceva la differenza era la personalità che traspariva dal suono, la sua originalità.

All’inizio era, come si dice, una questione di “pelle”, nel senso che alcuni cantanti mi suscitavano emozioni, ed altri, magari tecnicamente perfetti, no. La sensazione era però ancora in uno stato di incoscienza embrionale, e solo coniugando l’ascolto con le conoscenze di comunicazione ed ipnosi sono riuscita a cominciare a dipanare questa matassa.

La conclusione a cui sono giunta è che chi ci ascolta coglie, più o meno coscientemente, l’autenticità delle nostre intenzioni, in pratica sente e vede se ci stiamo mostrando per come siamo realmente, o se lasciamo trasparire solo quella parte che riteniamo giusto che appaia, per cultura o educazione o magari anche solo per abitudine.

Ma la voce che arriva al cuore dell’ascoltatore, che fa vibrare la sua anima , che a tratti gli provoca quella splendida reazione neurovegetativa nota come “pelle d’oca”, è la voce della sincerità, dell’autenticità e della trasparenza.

Cantanti, musicisti, ma anche oratori in genere, troppo celati dietro tecnicismi o virtuosismi esasperati, finiscono per allontanare l’ascoltatore arrivando a provocare disagio prima e fastidio poi.

Per questo motivo, la mia ricerca personale, lungi dall’aver dato per scontata la parte tecnica, si è rivolta proprio a questo aspetto della voce, che può trasformarsi in un magico veicolo di espressione della nostra parte più profonda.

A mio parere questo vale in qualsiasi contesto, da quello dell’oratoria propriamente detta, al rapporto tra medico e paziente, anch’esso determinante per l’ottenimento degli obiettivi, questa volta terapeutici, ma niente come la voce cantata si presta di più a far vibrare, in accordo di fase, le corde dell’anima di chi ascolta.

Quello che seguirà e’ semplicemente il frutto di questo percorso, naturale e leggero come un suono armonico, e come lui, pieno di fascino e di emozione.

 

3)PROGRAMMAZIONE NEURO LINGUISTICA e ACUITA’ SENSORIALE

 

 

Possiamo definire la Programmazione Neuro Linguistica(PNL) come un modello adatto allo studio della esperienza soggettiva umana,utile per una comunicazione efficace e per una guida nei processi di cambiamento comportamentale.

La PNL nasce all'inizio degli anni settanta da una brillante ricerca di Richard Bandler e John Grinder volta a sistematizzare un modello di comunicazione efficace ed eccellente.

La PNL e' il prodotto di una geniale sintesi di contributi tratti dalla psicoterapia,dalla cibernetica , dalla neurologia e dalla teoria dei sistemi. E' diventata la disciplina che studia oltre che la comunicazione interpersonale,la struttura dell'esperienza soggettiva.

Il procedimento adottato da Bandler e Grinder fu quello che loro stessi definirono di “modellamento": attraverso un'attenta osservazione dei terapeuti più efficaci, essi misero in evidenza i loro modelli di linguaggio verbale e non verbale riconoscendo alla loro base dei processi comuni e insospettatamente simili.Gradualmente arrivarono a porsi alcuni quesiti fondamentali le cui risposte divennero i paradigmi di tutto il loro modello:

"I processi mentali possono essere ricondotti ad alcune operazioni fondamentali messe in sequenza in vista di un certo risultato?" Se si, "e' possibile ricostruire questi programmi e addirittura trasferirli da un soggetto ad un altro,da una situazione ad un'altra?"

E ancora, "e' possibile intervenire nel vivo di questi programmi per poterli modificare a vantaggio delle persone?"

A tutte queste domande Bandler e Grinder hanno risposto affermativamente e la PNL e' diventata un modello esplicito (cioè insegnabile) ed efficace dell'esperienza e della comunicazione umana.

Utilizzando i suoi principi e' possibile descrivere qualsiasi comportamento in modo sintetico e al tempo stesso dettagliato e ciò permette di indurre rapidamente trasformazioni profonde e durevoli sia nel singolo individuo che nel interazione tra due o più individui.

 

 

Presupposti Fondamentali della PNL

 

1)Qualsiasi cosa accada in un sistema cibernetico quale e' di fatto un essere umano questo influenzera' necessariamente tutte le altre parti del sistema.(vedi sopra)

 

2)Ogni comportamento e' comunicazione:non si puo' non comunicare.

Per esempio anche un soggetto che sta zitto comunica in effetti la sua decisione di non parlare.

 

3)Ogni comportamento (linguaggio,movimenti oculari,variazioni della respirazione, cambiamenti del colore della pelle,ecc) e' la risultante di una serie di processi neurologici e pertanto fornisce informazioni sui processi stessi.

L'arrossamento del viso di un soggetto in conseguenza di un avvenimento,ci sta indicando quale sia il comportamento del soggetto in reazione a quel tipo di situazione.

 

4)Ogni comportamento e',o e' stato, adattivo ad una particolare situazione o contesto nei quali si e' generato.

L'insorgenza di una fobia,ad esempio un'aracnofobia, può essere causata da una reazione in seguito ad un trauma avvenuto in un particolare contesto.La reazione fobica non e' altro che il tentativo da parte dell'individuo di non ritrovarsi in quella stessa situazione,e diventa percio' un

comportamento adattivo.

 

5)La mappa non e' il territorio.

Con questo enunciato si intende porre l'attenzione al fatto che non siamo mai in contatto con la realta' oggettiva e con gli accadimenti,ma con la"nostra" realta' soggettiva e con la rappresentazione interna che di questi accadimenti ci facciamo.Le nostre rappresentazioni interne(mappa) che sono quindi interpretazioni della realta',sono molto utili per orientarci nel mondo,ma possono diventare un limite se li confondiamo con la realta' oggettiva(territorio).Tutti i

nostri problemi e i nostri limiti sono collocati all'interno della nostra mappa,che e' peculiare,e non nel territorio.

 

6)Le rappresentazioni sensoriali sono le basi del linguaggio dell'esperienza soggettiva.

Tutti i nostri contatti con la realta' esterna avvengono attraverso i cinque sensi; a queste sensazioni

visive(V), auditive(A), cenestesiche(K) soprattutto, ma anche olfattive (O) e gustative(G), assoceremo un significato particolare dipendente anche dal contesto.

Per esempio una sensazione di tremolio alle gambe(K), unita all'ascolto della voce di una persona importante(A) ,unita alla vista della stessa(V), puo' venire interpretata come paura di quella stessa persona.Ma la stessa sensazione si puo' presentare anche alla vista della persona che ci

piace,ed essere interpretata in questo contesto come amore.

In ambedue i casi la sensazione viene catalogata come un Sentimento. Il mattone fondamentale della costruzione della nostra esperienza e' la percezione sensoriale.

 

7)Non esiste comunicazione corretta o sbagliata.

La comunicazione e' definita dal risultato che essa ottiene. E' necessario quindi imparare a "leggere" il risultato e di conseguenza variare il proprio comportamento per raggiungere

l'obiettivo desiderato.Ne risulta che la miglior dote di un individuo o di una organizzazione e' la flessibilita', cioe' la capacita' di adattare la propria comunicazione in funzione del raggiungimento del risultato.

 

8)Il buon comunicatore e' responsabile al 100% dei risultati che ottiene(o non ottiene).

 

9)Qualunque processo e' schematizzabile e riproducibile:

Si possono determinare quali sono le strategie di successo (cioe' i processi di pensiero che portano a un comportamento) e\o le ragioni di insuccesso di una strategia.

 

10)Se c'e' una sola persona al mondo che sa fare una certa cosa,si puo' estrarne la strategia e insegnarla a tutti gli altri (modellamento).

 

A questo punto puo' essere divenuto chiaro il motivo per il quale Bandler e Grinder hanno chiamato il loro modello Programmazione Neuro Linguistica;

 

PROGRAMMAZIONE: ogni persona ha i suoi propri "programmi" di funzionamento che sono riconoscibili ed elaborabili.

 

NEURO: tali "programmi" sono i prodotti di particolari modalita' di funzionamento "neurologico"

 

LINGUISTICA: i "programmi" sono riconoscibili perche' rappresentati ed espressi nei "linguaggi" (verbale, para verbale, non verbale) con cui ogni persona si esprime.

 

L’utilizzo della PNL e’ importante per imparare a “Calibrare” i messaggi che provengono da un ipotetico interlocutore. Calibrazione significa osservare e distinguere i macro e microcomportamenti di chi ci sta di fronte.

Come cita il paragrafo 6) dei presupposti, la realta’ viene vissuta attraverso i sensi,visivo,auditivo e cenestesico.Nella nostra societa’ la suddivisione percentuale del SRP(vedi oltre) e’ : Visivo (V) 40%, Auditivo(A) 20% e Cenestesico(K) 40%.

Forse e’ per questo che l’Immagine di un messaggio e’ considerata cosi’ importante,mentre forse non e’ ritenuto necessario uno studio cosi’ approfondito della componente auditiva del messaggio stesso.

In effetti,sempre grazie alla PNL ,si e’ potuto constatare che l’efficacia di una comunicazione dipende :

Il 7% dal contenuto della comunicazione stessa,cioe’ dai concetti che si desiderano esprimere.

Il 38% dalla componente “paraverbale” della comunicazione,cioe’ dall’uso che si fa della voce.

Il 55% dalla componente “non verbale” o “fisiologia”, cioe’ dalla mimica,dalla postura e dai comportamenti fisici in generale.

Nel caso del canto, ovviamente la componente paraverbale assume un’importanza ancora maggiore, anche se la presenza scenica puo’ giocare un ruolo molto importante.

 

Per PARAVERBALE si intendono i seguenti parametri:

 

1)Altezza del suono: questo dipende da fattori anatomici, dal tipo di respirazione,e dal Sistema Rappresentazionale Principale(SRP)

2)Velocita’ dell’Eloquio:dipende dalla respirazione, e dal SRP

3)Timbro: dipende da fattori anatomici,dalla respirazione e dal SRP

 

SISTEMA RAPPRESENTAZIONALE PRINCIPALE (SRP)

Pur avendola possibilita’ di utilizzare tutti i canali sensoriali, e utilizzandoli di fatto, abbiamo la tendenza, per abitudine, educazione o in situazioni di stress, a privilegiare un canale sia nell’organizzare i dati di elaborazione interna delle rappresentazioni, sia nel comunicare con gli altri. E’ il canale in cui la persona e’ piu’ abile,in cui dimostra una capacita’ discriminativi migliore e che usa piu’ spesso. Come abbiamo visto,chi privilegia il canale auditivo e’ solo il 20% della popolazione, e i musicisti dovrebbero in teoria rientrare in questa categoria.

E’ pur vero che piu’ una persona e’ flessibile, piu’ utilizzera’ il canale adatto al contesto in cui si trova.

La scelta preferenziale dipende da diversi fattori:genetici,culturale e familiare e anche da scelte personali dipendenti dalla propria storia e dalle abitudini acquisite.

Cogliere il canale sensoriale preferenziale di una persona e’ uno degli obiettivi della Pnl, e puo’ in effetti costituire una indicazione sul canale da utilizzare per comunicare con lei,muovendosi sul suo terreno.

Nel caso specifico della Musica e’ utile sapere che i nostri sensi sono soggetti a dei limiti genetici, ma e’ anche vero che normalmente sviluppiamo le nostre abilita’ in maniera parziale,molto al di sotto degli effettivi limiti genetici. Queste abilita’ sono migliorabili utilizzando strategie adeguate.

Ogni musicista di solito ha le sue, e le migliora con gli anni rendendole sempre piu’ efficaci.

La voce , come vedremo, non fa eccezione.

 

RESPIRAZIONE ,TONO E TIMBRO

Vista in questa ottica, il soggetto “Visivo” , cioe’ che usa prevalentemente quel canale, avra’ una respirazione alta, nella parte superiore del torace, e percio’ piuttosto breve e rapida,e cosi’ sara’ pure il suo eloquio,che di solito riflette la rapidita’ con cui si succedono le immagini a livello cerebrale. Il timbro e’ quindi nasale, acuto e teso.

La persona “Auditiva” adotta invece una respirazione centrale, a livello diaframmatici o con tutta la cassa toracica. La sua voce sara’ piena e chiara con un tempo leggermente ritmato.

Il “Cenestesico” invece presenta una respirazione piu’ bassa,molto profonda e lenta.. La sua voce sara’ bassa e profonda, a livelo ventrale, e il ritmo dell’eloquio sara’ lento e con molte pause.

 

ACUITA’ SENSORIALE

Si intende la capacita’ di “calibrare” i messaggi verbali e non verbali. Nel caso di un messaggio fondamentalmente nel canale auditivo come una voce che canta, si tratta di cogliere le sfumature tecniche, stilistiche ed emozionali che questa voce sta trasmettendo.

E’ palese che Tono di fondo della voce, e timbrica dipendono da fattori, a parte quelli genetici, fondamentalmente inconsci, e che quindi sfuggono al controllo razionale.

Proprio per questo motivo, chi ascolta puo’ cogliere aspetti molto profondi legati al mondo della persona che sta cantando, e di contro, chi canta, puo’ cercare con un percorso personale che passa si’ dalla tecnica,ma non solo, di superare i limiti che credeva di avere.

Ecco che, per degli addetti ai lavori come voi,sarebbe molto importante sviluppare una certa “Acuita’ sensoriale”, in grado di farvi percepire coscientemente quelle microdistinzioni di cui forse, la maggior parte delle volte, si ha solo una percezione inconscia.

 

4)CAPACITA’ DI ASCOLTO E AUTOASCOLTO

Lo stato interno in cui ci si trova nel momento in cui si ascolta e’ molto importante. La capacita’ di ascolto dipende molto dallo stato in cui siamo.

L’ascolto diventa “Attivo” e quindi acuto e totale , solo se siamo in uno stato di “Up-time auditivo”. A volte, per poter gustare meglio un concerto capita di vedere persone con gli occhi chiusi,assorti e concentrati. Questo avviene inconsciamente per escludere input visivi che potrebbero in teoria distrarre dalla musica.

E’ utile quindi, qual’ora ci si trovi nella necessita’ di ascoltare e di dover poi valutare la validita’ di un opera musicale di qualsiasi tipo, porsi in uno stato di attenzione responsiva prevalentemente auditiva, escludendo anche , per quanto possibile, pensieri devianti piu’ o meno inconsci.

Nel caso si tratti invece di un esecuzione canora e’ importante che l’esecutore si abitui ad un autoascolto attivo escludendo anche qui input visivi esterni o interni (immagini mentali), che possono distrarlo.

Queste capacita’, spesso innate negli artisti piu’ affermati, possono venire coltivate e amplificate con adeguate strategie ed esercizi appropriati.

 

4)CONVINZIONI LIMITANTI

Abbiamo visto quindi che esistono oggettivi limiti fisiologici e genetici entro i quali ci si puo’ muovere. La PNL sostiene che molto spesso pero’ questi limiti non vengono ne’ assolutamente ne’ lontanamente raggiunti, e che una performance e’ sempre comunque passibile di miglioramento.

Senza entrare nel merito delle tecniche di “Modellamento” e di “Eccellenza”, proprie della PNL, che presuppongono una formazione approfondita in quel senso, si possono fare pero’ delle considerazioni interessanti e utili.

Spesso i limiti che poniamo, artistici, stilistici o tecnici ,alla nostra voce sono dovuti, non tanto a questioni fisiologiche e genetiche, ma soprattutto a delle Convinzioni che noi stessi abbiamo sulla nostra voce. Queste Convinzioni possono riguardare la qualita’ del timbro, la forza di emissione, l’estensione e, a maggior ragione, la capacita’ interpretativa di un pezzo.

Lungi dal voler stimolare deliri di onnipotenza, in effetti pero’ , durante la nostra vita, possiamo incorrere in esperienze, non necessariamente negative, durante le quali si creano delle Convinzioni Limitanti. Puo’ essere sufficiente un feedback negativo e non costruttivo da parte di insegnanti disattenti, o performance ripetute che non ci soddisfano,per creare blocchi emozionali che possono poi interferire con il futuro.

Spesso questo genere di problematica e’ pero’ connessa a qualcosa di piu’ antico e profondo, quali convinzioni su di se’, problemi irrisolti con il fatto di essere giudicati o di giudicare, e altri limiti psicologici, il piu’ delle volte inconsci , che sarebbe improprio trattare troppo diffusamente in questa sede.

Anche in questo caso, ovviamente, esistono tecniche adeguate per superare queste convinzioni, elaborarle o cambiarle con altre migliori e piu’ produttive.

 

6)CAPACITA’ COMUNICATIVE E CONGRUENZA DELLA VOCE

La voce e’ uno strumento principe di comunicazione espressiva,ed e’ importante che,chi la usa in tal senso, abbia o comunque raggiunga la piena consapevolezza delle sue potenzialita’ effettive.

Una voce troppo “impostata” puo’ trasmettere sensazioni di innaturalezza e quindi alla fine avere come risultato quello di irritare l’ascoltatore,anche se magari non avra’ la piena coscienza della causa del suo malessere.

Lo studio della tecnica vocale e’ uno dei pilastri fondamentali per ottenere performance interessanti.Esistono pero’ dei sistemi di ricerca vocale migliori degli altri,piu’ rispettosi dell’originalita’ timbrica personale e volti a sviluppare l’emissione con estrema naturalezza.Questi ovviamente sono da preferire a metodi antiergonomici,che richiedono sforzi cordali importanti ,tali che, se ripetuti negli anni, possono addirittura far insorgere patologie vere e proprie.

La capacita’ comunicativa passa quindi attraverso uno studio approfondito, ma una naturalezza di emissione,attenta alla Congruenza tra cio’ che si dice e come lo si dice.

Il concetto di Congruenza e’ molto importante ai fini di una comunicazione efficace.Se ad esempio un artista vi chiede un parere su un suo disco che ho ascoltato, e che non vi e’ piaciuto, ma ,per non offenderlo, volete dirgli che invece e’ stato di vostro gradimento,con ogni probabilita’ verrete traditi da qualche parametro,paraverbale(la voce nella fattispecie) e/o non verbale( mimica ,postura), che saranno in conflitto palese con cio’ che state affermando.

Il piu’ tipico e’ dire si’ con la voce, mentre si scuote la testa come per significare no!

Nel caso del canto, e’ quindi necessario conoscere il contenuto di cio’ che si sta cantando e adeguare lo stato interno al contenuto stesso.In questo modo, la Congruenza tra quello che viene detto e il modo con cui lo si dice dara’ come risultato un’armonia generale che verra’ percepita, magari anche solo inconsciamente, da chi ascolta.

L’ascoltatore allora,pur non sapendone forse il motivo, avra’ pero’ la sensazione piacevole di avere ascoltato qualcosa di artisticamente toccante, e il suo stato interno non potra’ che esserne influenzato positivamente.

(ascolto di “strange fruit” di Billie Holiday e lettura del testo)

 

7)OLTRE LA CONGRUENZA:VOCE E AUTENTICITA’

 

Nella societa' frenetica e orientata alla produttivita' e al consumo, la voce e' considerata " solo" uno strumento di comunicazione che permette lo sviluppo delle relazioni sociali.Questo e’ purtroppo valido anche nella maggior parte dei casi quando si tratta di contesti strettamente musicali,soprattutto se commerciali.

In pratica l' Intonazione Autentica della propria voce, la sua particolare musicalita' e soprattutto,come abbiamo gia visto, l' abitudine all' ascolto, hanno perso d' importanza e interesse.

In effetti indagare sui differenti aspetti della propria voce e' un vero percorso personale che porta alla conoscenza di se stessi autonomamente , e in relazione con gli altri.

La voce puo' quindi recuperare per ognuno di noi la sua collocazione interiore e la sua centralita' , e questo grazie al suo " ascolto" , che in pratica significa ascoltare se stessi.

" Sentire" la propria voce equivale a cercare e trovare le strade possibili per una nuova e piu' autentica relazione con il proprio mondo interno e con il mondo esterno.

Del resto e' innegabile che la voce racchiuda il vissuto piu' o meno segreto che ognuno di noi porta dentro di se' , e la sua espressione, tonalita, timbro, frequenza ecc. , ne sono,come gia’ detto, da esso condizionati.

Ecco quindi che uno studio consapevole sulla voce diventa uno strumento di ricerca che permette l' espressione del proprio se' autentico e profondo.

Infatti,quando la voce accompagna un dialogo interiore congruente,non esprime solo un significato oggettivo, ma manifesta anche le componenti emotive che accompagnano questo processo.

E’ percio’ inconfutabile il postulato che sia, utile ed evolutivo rimanere il piu' possibile Autentici nella nostra espressione verbale, senza orpelli interpretativi che mascherano e falsano il suono che ne deriva.

In definitiva, un lavoro approfondito si dovrebbe articolare sulla ricerca della Autenticita' della propria voce, che la condurra' ad essere perfettamente integrata e in sintonia con il proprio corpo.

Lo sviluppo di una Coscienza della propria voce permette infatti di scoprire ed elaborare le eventuali limitazioni fisiologiche ed emotive che impediscono un approcio autentico al nostro

" pianeta suono - voce " , facilitando cosi' la sua costante evoluzione nel tempo.

I testi non solo vanno interpretati, ma possibilmente “sentiti” e rimandati cosi’ all’ascoltatore.

Ne consegue che un vocalist, amio parere non potrebbe o non dovrebbe cimentarsi con generi che non sente “risuonare” a livello profondo, peche’ verrebbe a mancare un supporto emozionale importante alla qualita’ della performance.

(ascolto di “Carmaria “ o “Comparsa” e “Esinho” o “Lune” e confronto dei testi).

 

8)GESTIONE DELLE EMOZIONI NEI PROCESSI ESPRESSIVI: ANCORAGGIO

L’ancoraggio e’ un processo che sta alla base della comunicazione e dell’apprendimento.La sua funzione e’ basata sul concetto di stimolo/risposta, e con cio’ si intende che ogni segnale o stimolo attivi una reazione.Questo stimolo puo’ provenire da una fonte esterna o interna(immagine interna, dialogo interno,ecc), e puo’ ovviamente interessare qualsiasi canale sensoriale.

La vista di un crocefisso,di un’ immagine della nostra infanzia,un profumo particolare ,un’espressione particolare del volto,l’ascolto di un brano musicale,o un particolare tono di voce provocano associazioni a volte intense dal punto di vista sensoriale.

Nel nostro caso, sara’ facile ricordare un brano musicale particolare che stimola sempre e solo quel dato stato interno.

Ma anche una performance in un particolare luogo, un gruppo o un singolo musicista, o semplicemente il palco,possono evocare nell’artista stati d’animo che ,se da un lato sono stimolanti e piacevoli,dall’altro possono rendere difficile la gestione emozionale al punto da inficiare il risultato artistico della performance stessa.

E’ possibile tuttavia, e la PNL ne ha studiato a fondo i meccanismi, avvalersi di questo procedimento di ancoraggio per riportare in esistenza uno stato emozionale conosciuto e voluto.

A molti studenti capita di fare un esame con un certo vestito o una certa cravatta, e ,nel caso di un esito positivo dello stesso, di ripresentarsi agli esami con lo stesso vestito o cravatta. Questo accade perche’ e’ in funzione il meccanismo dell’Ancoraggio, secondo il quale percio’ lo studente in questione ,ogni volta che indossa quel capo, entra in uno stato d’animo positivo ai fini del superamento dell’esame.

Lo stesso si puo’ fare per le performance artistiche.Grazie ad opportune ma semplici tecniche e’ possibile in qualche modo”fissare”uno stato positivo,anche riprodotto fuori dal contesto originario, e far “scattare l’ancora” ogni volta che lo si desidera,magari sfruttando uno stimolo certo,come la sensazione de freddo del microfono in mano,per evocare uno stato di eccellenza.

(ascolto di “Shed Tears” e lettura testo).

 

9)LA VOCE COME MEZZO ESPRESSIVO DEL SE’

Gregory Bateson ha introdotto la nozione di “Livelli logici” partendo dal presupposto che il cervello,come ogni altro sistema biologico o sociale ,e’ di fatto organizzato a livelli. Esistono infatti diversi livelli di pensiero cui corrispondono diversi livello di pensiero e di modi di essere.

Dal punto di vista psicologico Bateson ipotizza un modello con 5 livelli:

-AMBIENTE:, con i limiti esterni.Per capire se un problema e’ a livello dell’ambiente e’ necessario porsi e rispondere a domande tipo:

”Quando e dove voglio comportarmi in un certo modo?”.

Nel nostro caso e’ certo che una performance migliore, congruente,autentica e toccante, sara’ piu’ facile da ottenere in un luogo dove il pubblico e’ assorto e attento,piuttosto che in un locale chiassoso e con un pubblico distratto.

-COMPORTAMENTI:agendo con i Comportamenti,posso influenzare l’ambiente. Le domande da porsi sono allora:

”Cosa faccio quando sono in quel determinato luogo?Quali sono i miei punti forti?”

Un artista puo’ ad esempio analizzare e riprodurre quei comportamenti che sa essere benefici ai fini della performance(ad esempio un buon riscaldamento vocale prima del concerto).Un certo timbro,una certa respirazione ed emissione vocale sono comportamenti.

-CAPACITA’: Il comportamento e’ guidato dalle mappe mentali e dalle strategie,che,insieme definiscono appunto le capacita’.Le domande da porsi sono:

”In che modo uso la mia mente per agire quei comportamenti?.Quali capacita’ possiedo,o ho bisogno per “porre in essere” queste azioni?”

Qui si vede se una persona ha studiato o no! Tecnica, discipline musicali in genere, sono capacita’ da acquisire ed utilizzare per porre in atto il comportamento del “cantare”.

-CONVINZIONI E VALORI:Le capacita’ sono organizzate dai sistemi di Convinzioni che sottendono a dei Valori. Le domande da porsi sono:

”Perche’ voglio utilizzare quelle particolari capacita’ che mi permettono di attuare quei comportamenti?;Quali valori sono importanti per me quando sono coinvolto in quelle attivita’?;Quali convinzioni mi guidano quando sto facendo quelle cose?”

Chi si occupa di un determinato genere musicale piuttosto che di un altro ,lo a peche’ crede che quello sia migliore, o piu’ remunerativo ,a seconda della sua gerarchia di valori.

Quindi a questo livello si scopre perche’ una persona fa quello che fa.

-IDENTITA’:Chi sono io? A questo livello, dopo un lavoro di autoascolto ,studio e consapevolezza dei propri processi interni, sara’ possibile,per il cantate attento definire il suo “io che canta”.

In questo senso,a mio parere, se, vengono rispettati tutti i passaggi e i parametri citati fin’ora, il canto jazz e’ uno dei modi piu’ efficaci e piacevoli di esprimere il proprio vero Se’.

Questo e’ possibile ovviamente solo se ci si libera da orpelli interpretativi forzosi, e si si tenta coraggiosamente la strada dell’Autenticita’ e della Congruenza.

Quindi ,se una persona sperimenta una fase di difficolta’,e’ necessario chiedersi prima di tutto se la difficolta’ proviene da una causa esterna,oppure la persona non riesce a mettere in atto un tipo specifico di comportamento richiesto dal contesto.oppure la causa del problema e’ che non ha sviluppato la capacita’ adeguatamente, o ancora manca di convinzioni o ha convinzioni limitanti che interferiscono con la sua vita o con gli obiettivi che si e’ posto.Oppure,va verificato se esiste un’interferenza a livello dell’ identita’.

In definitiva bisogna ricordare che una voce può affascinare o mettere a disagio, stimolare le passioni o provocare repulsione. Può essere matura o immatura,ala ricerca di una seconda pelle e di una personalità ideale.A volte non si ha il fisico adatto alla voce che ci si porta dietro.

E’ come il manto di un serpente, si rinnova con il passare degli anni , e il suo timbro si arricchisce o impoverisce a seconda degli eventi vissuti.

La voce quindi riflette un perpetuo rinnovamento fatto di involuzione ed evoluzione sia all’interno del corpo vero e proprio, che nell’interiorità più profonda dell’essere.

Le ghiandole sono responsabili di queste variazioni, sensibili a livello ormonale, alla minima stimolazione della voce o del pensiero.

Queste distinzioni sono molto importanti sia per l’artista che vuole essere padrone dei propri stati interni,in modo da poterli gestire consapevolmente, sia per gli addetti ai lavori in genere, che per chiunque lavori nei settori dell’apprendimento e della comunicazione in senso stretto o lato che sia.

 

Dr.ssa Veronica Vismara

 

 

Bibliografia:

La Mia Voce ti accompagnerà . Milton Erickson Ed Astrolabio

 

Ipnosi e trasformazione . Richard Bandler e John Grinder Ed Astrolabio

 

Programmazione Neuro Linguistica . R. Dilts, J. Grinder, R. Bandler, L. C. Bandler, J. DeLozier Ed Astrolabio

 

Pragmatica della comunicazione umana . Paul Watzlawick Ed Astrolabio

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